Secondo un'analisi del Financial Times, la Francia sta prendendo il posto dell'Italia come principale fonte di preoccupazione dei mercati sulla sostenibilità del debito europeo. Per gran parte dell'estate il rendimento del decennale italiano è rimasto sotto quello francese, invertendo un rapporto storico. Gli investitori spostano capitali su Roma, premiata per disciplina fiscale e stabilità politica
La Francia sta scalzando l'Italia dal ruolo di sorvegliato speciale dei mercati sulla tenuta del debito pubblico europeo. È la lettura del Financial Times, che registra un'inversione storica: per buona parte dell'estate il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni è rimasto sotto quello francese, con gli investitori che oggi chiedono un premio maggiore per acquistare debito di Parigi anziché di Roma. Un capovolgimento del rapporto tradizionale tra i due Paesi, mentre la Francia si avvicina a un negoziato di bilancio complicato e alle presidenziali del prossimo anno.
"L'anello debole dell'Europa"
Per anni il decennale italiano ha viaggiato ben al di sopra di quello francese; adesso il rapporto si è ribaltato. Secondo il quotidiano britannico, si tratta di un cambiamento profondo nel modo in cui il mercato misura i rischi relativi delle due economie. "Se chiedete a chiunque nei mercati quale sia l'anello debole dell'Europa, la maggior parte indicherà la Francia", ha spiegato al Financial Times Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei di Barclays, secondo cui l'Italia "è riuscita a passare la palla" a una Parigi alle prese con una "tempesta perfetta" fatta di rischi per la crescita, politici e fiscali.
I numeri: debito giù a Roma, su a Parigi
I dati fotografano la divaricazione. Secondo le cifre della Bce citate dal Financial Times, il rapporto debito/Pil italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139% di quest'anno, mentre quello francese è salito dal 114% al 117%. L'Italia registra inoltre un avanzo primario, cioè un saldo positivo al netto degli interessi, mentre il deficit francese si è allargato oltre il 5% del Pil. "La Francia è la nuova Italia", sintetizza al quotidiano Evelyne Gomez-Liechti di Mizuho.
Il "modello" del G7
A lungo considerata tra i debitori più fragili del continente per un debito pubblico tra i più alti d'Europa, l'Italia ha conquistato una platea crescente di investitori globali dopo una fase di rigore sui conti e una stabilità politica insolitamente prolungata. "L'Italia è ora il modello dei mercati obbligazionari del G7", ha dichiarato al Financial Times Adam Posen, presidente del Peterson Institute ed ex membro del comitato di politica monetaria della Bank of England. Per Filippo Taddei di Goldman Sachs, la quota crescente di debito sovrano italiano in mano a investitori stranieri riflette una "normalizzazione" dello status di Roma: "Man mano che il denaro viene riallocato in Europa, l'Italia fa parte di questa riallocazione, cosa che in passato non avveniva". Tomasz Wieladek di T. Rowe Price ha segnalato al quotidiano segnali di una "riallocazione" dei capitali dai titoli francesi a quelli italiani, mentre gli investitori giapponesi, tradizionalmente grandi detentori di debito francese, stanno riducendo l'esposizione verso Parigi.
"Il mercato ha memoria"
Il primato, avverte però il Financial Times, non è garantito: Roma resta sotto osservazione perché non devii dal percorso di risanamento. "Il mercato ha memoria", ricorda Taddei, secondo cui l'Italia deve mantenere "una politica fiscale molto più prudente" rispetto a Francia e Germania per continuare a essere trattata con favore dagli investitori. Sul fronte francese pesano invece i negoziati di bilancio, la fragilità di un governo di minoranza e l'avvicinarsi delle presidenziali.
Lo spread ai minimi
I dati confermano il riavvicinamento. In una nota di gennaio il Ministero dell'Economia ricordava che lo spread, salito a 251 punti base a settembre 2022, era sceso a 59 punti a gennaio 2026 (oggi si aggira attorno agli 82). Il differenziale tra i titoli francesi (Oat) e i Btp italiani, che aveva iniziato a ridursi ad agosto, si è di fatto annullato: oggi è a quota -4, con il decennale francese a 86 punti.