Ex Ilva, Federacciai e 14 associate presentano manifestazione d’interesse

Economia

La manifestazione è stata sottoscritta, oltre che dalla Federazione, anche da 14 imprese associate. Vale per tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva, esclusa l'area a caldo del sito di Taranto che è oggetto dello stop intimato dalla Corte d'appello di Milano a causa di emissioni troppo elevate e per la presenza di amianto

 

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Possibile svolta per il futuro degli stabilimenti dell'ex Ilva. Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai (Federazione Imprese Siderurgiche Italiane) ha presentato una manifestazione di interesse che è stata sottoscritta, oltre che dalla Federazione, anche da 14 imprese associate: ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), AFV Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.

Esclusa l'area a caldo di Taranto

La manifestazione di interesse è stata presentata per tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva, esclusa l'area a caldo del sito di Taranto che è oggetto dello stop intimato dalla Corte d'appello di Milano dal prossimo 28 ottobre, a causa di emissioni troppo elevate e per la presenza di amianto, anche se il 14 agosto scorso i commissari straordinari di AdI e Ilva in As hanno presentato ricorso in Cassazione. 

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Il 10, dopo il consiglio di Federacciai, il presidente Gozzi ha dichiarato: "Siamo in campo. Adesso si tratta di verificare l'esistenza delle condizioni abilitanti. Lo faremo con il Governo italiano nei prossimi giorni". Prima di Ferragosto, infatti, il consiglio dell'associazione diede mandato allo stesso Gozzi "di trasmettere agli enti competenti, in nome e per conto di un gruppo di aziende che hanno già manifestato il proprio interesse a partecipare all'iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l'intervento industriale". Adesso è la prima volta da quando si è aperta la gara per riportare l'ex Ilva sul mercato dopo la gestione della multinazionale ArcelorMittal - chiusasi a febbraio del 2024 con il ricorso all'amministrazione straordinaria e la nomina dei commissari da parte del Mimit - che si profila la possibilità di un'offerta organica da parte di una cordata di acciaieri italiani. 

Il progetto annunciato da Gozzi

Sinora, dinnanzi ai due bandi lanciati dai commissari di Acciaierie d'Italia a luglio 2024 e ad agosto 2025, dal fronte nazionale erano venute solo singole manifestazioni di interesse e per specifici impianti, come, per esempio, il gruppo Marcegaglia, fattosi avanti per l'impianto di Racconigi, a Cuneo, che produce tubi utilizzando la materia prima fornita dal siderurgico di Taranto. "Le condizioni abilitanti sono multiple - ha dichiarato Gozzi giorni fa - nel senso che riguardano la perimetrazione e gli altri aspetti. Noi ci occuperemmo di tutti gli impianti esclusi quelli fermati dal decreto della Corte d'Appello di Milano". L'area a freddo, ha puntualizzato Gozzi, "sarà l'oggetto della manifestazione di interesse e del nostro impegno. Che poi, in prospettiva, si possa pensare ad un forno elettrico, è nella natura industriale delle cose. Prendere 4-5 milioni di tonnellate da mercati di approvvigionamento esterni non è una buona operazione industriale. Oggi le bramme ci sono, ma domani potrebbero non esserci. Quindi oggi ci occupiamo solo di quella parte", ovvero l'area a freddo di Taranto, a valle di quella a caldo fatta da altiforni e acciaierie. Area a freddo che comunque necessita di investimenti e ripristini per tornare a funzionare. Intanto, il clou delle manovre della fermata dell'ex Ilva si avrà nei 20-30 giorni che precedono la fine di ottobre. Verrà predisposto un piano ad hoc che verrà comunicato al ministero dell'Ambiente e alle istituzioni. Oltre a intervenire sull'altoforno 2 e sull'acciaieria 2 ora in marcia, si interverrà anche sugli altiforni 1 e 4 che pur non producendo attualmente, hanno tuttavia i cowpers in preriscaldo e l'alimentazione dei gas in corso. Andranno quindi svuotate e inertizzate le tubazioni.

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