Ferragosto 2026, 13 milioni di italiani in vacanza: ecco i profili dei viaggiatori

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Ferragosto è ormai dietro l’angolo, e sono molte le persone che in questo periodo dell’anno si concedono qualche giorno di riposo. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio longitudinale sulla propensione turistica degli italiani realizzato da Confturismo-Confcommercio e Swg, saranno 13 milioni gli italiani in vacanza in questo periodo. Di questi, 9 milioni si concederanno un periodo lungo fuori casa, mentre 4 milioni si accontenteranno di un soggiorno più breve. Altri 4,5 milioni invece faranno una gita in giornata, senza però un pernottamento esterno.

Quello che devi sapere

I cinque profili dei turisti italiani

Dalla ricerca, oltre ai dati sui milioni di viaggiatori a Ferragosto, emerge anche una tendenza più ampia che fotografa il modo in cui gli italiani vivono l'intera stagione estiva. Al di là dei numeri, infatti, quelle che emergono sono abitudini e stili di viaggio profondamente diversificati: sono in particolare cinque i profili individuati per raccontare il nuovo turismo degli italiani.

 

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Il viaggiatore “Digital”

Il primo profilo è quello “Digital”, che riguarda 18 milioni di viaggiatori. Economicamente è più solido della media, e ha il budget più elevato: ammonta infatti a 1.389 euro a persona. L’italiano che appartiene a questa categoria di solito fa più vacanze durante l'estate e tra queste almeno una è lunga. Seleziona le sue mete anche in base alle suggestioni ricevute online sui social, e dà particolare importanza ai suggerimenti dei travel blogger. Una volta a destinazione il vacanziero "digital" condivide la propria esperienza postando sui social immagini e video delle destinazioni visitate, sceglie i ristoranti in base alle recensioni e lascia a sua volta nuovi feedback.

 

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Il vacanziero “Silver”

Si passa poi al vacanziero "Silver”, un profilo che riguarda 9,5 milioni di italiani: ha oltre 65 anni, e in sette casi su dieci fa almeno una vacanza lunga, spesso in una seconda casa o ospite di amici e parenti. Va alla ricerca soprattutto di relax, benessere ed esperienze culturali e privilegia destinazioni italiane. Ha un budget medio di 1.237 euro e preferisce raggiungere luoghi già sperimentati e strutture affidabili, utilizza poco i social e si affida meno alle recensioni rispetto alla media.

I “microvacanzieri”

Il terzo profilo è quello dei “microvacanzieri”, in cui rientrano 7 milioni di italiani. Questi optano per soggiorni più brevi, dalle 3 alle 5 notti al massimo nell'arco della stagione, rimanendo per lo più in Italia e preferendo pernottare in albergo, concedendosi così qualche comodità in più. Il "microvacanziere" cerca flessibilità nelle prenotazioni e organizza rapidamente i propri viaggi online. Il budget medio a disposizione per l'estate 2026 è di 828 euro.

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Il profilo “esterofilo”

C’è poi il profilo del vacanziere “esterofilo”, che risulta essere prevalentemente under 35 e che investe in vacanze lunghe all'estero, in particolare in Europa. La scelta ricade spesso su un viaggio di scoperta, con la possibilità di fare esperienze nuove e in particolare culturali. Il budget medio è di circa 1.244 euro a persona, e si appoggia più spesso rispetto alla media ad agenzie di viaggio online e fisiche.

I turisti “abitudinari”

Infine, c’è il profilo degli "abitudinari”: si tratta di 4,5 milioni di turisti fedeli alle proprie destinazioni, generalmente più maturi, che vivono spesso nei grandi centri. Affezionati ogni anno agli stessi luoghi, concentrano le ferie soprattutto ad agosto. Con un budget medio di 892 euro per le sue vacanze estive, l'"abitudinario" cerca riposo, tranquillità e continuità con le esperienze del passato, resta prevalentemente in Italia, spesso in una seconda casa, pubblica pochi contenuti sui social e consulta raramente recensioni online.

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“Il turismo italiano cambia pelle”

Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio, ha commentato i dati e le informazioni contenute nell’Osservatorio longitudinale sulla propensione turistica degli italiani: “I dati di Ferragosto raccontano un turismo italiano che cambia pelle: più frammentato, più consapevole e sempre più legato alle esigenze individuali. È una trasformazione che richiede anche un cambio di prospettiva nelle politiche di settore: dobbiamo sostenere le imprese nella capacità di adattarsi, investire sulla qualità dell'offerta e lavorare per distribuire meglio i flussi durante tutto l'anno, perché il turismo è una risorsa strategica per la crescita economica e sociale del Paese".

 

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