Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
Arrow-link
Arrow-link

Energia elettrica, domanda ai massimi da 10 anni per il caldo: i dati su consumi e prezzi

Economia
©Ansa

Introduzione

Le alte temperature di questa estate, con i condizionatori accesi per molte ore al giorno, fanno impennare i consumi elettrici e il prezzo della corrente. A giugno la domanda di elettricità in Italia è aumentata dell'1,8% rispetto allo stesso mese del 2025, arrivando al livello più alto da 10 anni. E i prezzi della materia prima all'ingrosso sono saliti dell'11% rispetto a maggio. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

A giugno il consumo più alto dal 2016

Secondo i dati di Terna (la società pubblica che gestisce la rete elettrica), a giugno il fabbisogno elettrico del nostro Paese è aumentato dell'1,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del decimo mese consecutivo con segno positivo. Già a giugno dell'anno scorso c'era stato un aumento rilevante, +7,5%. Ma quest'anno si è arrivati a 28 Terawattora, il valore mensile di giugno più alto degli ultimi dieci anni. Terna ricorda che giugno ha registrato un giorno lavorativo in più (21 invece di 20) e una temperatura che, pur inferiore ai livelli eccezionalmente elevati registrati a giugno 2025, risulta al di sopra della media decennale.

 

Per approfondire: Prezzo elettricità, in Italia il più alto d’Europa: cosa pesa sul costo della bolletta

Le tendenze del mercato

Il sito specializzato di energia Staffetta Quotidiana, nella sua rubrica Elettrometro, rileva che il mese scorso i prezzi dell'energia elettrica all'ingrosso sono saliti dell'11% a causa dell'uso massiccio di condizionatori legato al gran caldo. I prezzi si sono attestati sugli 0,1325 euro al kilowattora, contro uno 0,1190 euro a maggio.  Elettricità Futura precisa che l'aumento riguarda solo il Pun (il prezzo unico nazionale) e ci tiene a sottolineare che "il prezzo al dettaglio dell'elettricità non ha registrato incrementi significativi anche perché la maggior parte degli utenti ha sottoscritto un contratto a prezzo fisso, dunque non soggetto alle variazioni del mercato". Per il momento non sono previsti cambiamenti di tendenza.

 

Per approfondire: Blackout, cosa fare e chi chiamare in caso di interruzione di energia elettrica prolungata

pubblicità

Prezzo medio sopra i 10 cent al Kw fino a primavera

Nella settimana da lunedì 13 a domenica 19 luglio, il Gme (Gestore dei mercati energetici, la società pubblica che gestisce il mercato dell'elettricità) ha registrato un prezzo medio dell'energia elettrica (Pun) all'ingrosso pari a 161,23 euro al MWh, in forte rialzo rispetto ai 144,09 euro della settimana precedente. Fino alla fine di ottobre, Staffetta Quotidiana prevede un ulteriore aumento dei prezzi all'ingrosso del 15,4%. Per ritornare sotto i 10 centesimi al kilowattora, secondo il sito, occorrerà aspettare la prossima primavera. Di conseguenza, il consiglio ai consumatori è per il momento quello di non stipulare contratti a prezzo fisso, e aspettare che le tariffe scendano. 

Aumentano consumi e fabbisogno

Andando a guardare da vicino i numeri di Terna, si scopre che i consumi industriali sono aumentati il mese scorso del 3,1% rispetto a un anno prima, segnando anche in questo caso il decimo mese consecutivo di crescita. E se crescono i consumi industriali, vuol dire che anche la produzione va bene. Nel primo semestre del 2026, il fabbisogno è in aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Depurando il dato dagli effetti di calendario e temperatura, la crescita del fabbisogno sale al +2,9%; considerando il solo effetto della temperatura sarebbe pari al +3,5%. 

pubblicità

I numeri sulla produzione nazionale

La produzione nazionale ha coperto l'84,9% della domanda di energia elettrica, mentre il restante 15,1% è stato soddisfatto dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. La produzione nazionale netta si è attestata a 24,2 TWh, in aumento del 2,6%, mentre è risultato sostanzialmente stabile il saldo estero, per effetto di una diminuzione sia dell'importazione (-2,9%) che dell'esportazione (-26,4%). A livello territoriale, la variazione tendenziale di giugno è stata ovunque positiva: +1,6% al Nord, +1,8% al Centro e +2,1% al Sud e nelle Isole. Inoltre, il consumo ha raggiunto un picco di 57,4 GW il 29 giugno (+3,6% rispetto al 2025, valore mensile record), per effetto delle temperature elevate registrate nell'ultima decade del mese. 

I dati sulla produzione fotovoltaica

Un altro dato positivo è che le rinnovabili hanno coperto il 47% della domanda elettrica, con un aumento dell'1,4% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. La produzione fotovoltaica a giugno ha superato i 6,5 TWh (+15,7% in confronto allo stesso periodo dello scorso anno), guidata soprattutto dalla capacità installata, +3,1 Gigawatt da gennaio a oggi. Nel primo semestre del 2026 si è registrato un significativo incremento della produzione fotovoltaica (+19,2%) ed eolica (+16,4%) rispetto allo stesso periodo del 2025.

 

Per approfondire: Condizionatori, come risparmiare in bolletta e ridurre i consumi di energia: 10 consigli

pubblicità