Bonus Casa, il Fisco può usare Google Maps per verificare i lavori

Economia

Nuovi strumenti digitali entrano nella lotta alle irregolarità sugli incentivi edilizi. Durante le verifiche, infatti, attraverso archivi fotografici e dati territoriali si può infatti ricostruire la cronologia dei cantieri e controllare il rispetto delle scadenze fiscali

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Le verifiche sui bonus casa non si fermano più solo alle pratiche amministrative. Il fisco, infatti, può anche utilizzaew immagini storiche degli immobili per stabilire quando i lavori siano realmente partiti e quale aliquota fiscale spetti. Per effettuare i controlli con le fotografie datate disponibili vengono usati strumenti come Google Maps, Street View e altri applicativi con cui si può ricostruire nel tempo l’effettivo andamento dei cantieri e verificare il rispetto delle condizioni previste per accedere alle agevolazioni fiscali. L’obiettivo è contrastare sia le frodi sia le irregolarità che, negli anni, avrebbero consentito ad alcuni contribuenti di ottenere detrazioni superiori a quelle consentite dalla normativa. La strategia si inserisce in un più ampio rafforzamento dei controlli richiesto anche dalle dimensioni raggiunte dal sistema dei bonus edilizi: secondo l’ultima relazione della Corte dei conti, ogni anno la quota di crediti fiscali pagata dallo Stato per gli interventi realizzati nel periodo più esteso delle agevolazioni vale circa 44 miliardi di euro.

Gli incentivi subordinati allo stato dei lavori

Negli anni, come riporta il Sole 24 ore, diversi incentivi hanno subordinato il beneficio fiscale al raggiungimento di specifici stati di avanzamento delle opere entro determinate scadenze come il Superbonus per le villette, che nel 2023 consentiva ancora la detrazione al 110% solo se almeno il 30% dei lavori era stato completato entro il 30 settembre 2022, e le regole introdotte dal decreto 39/2024 per limitare le cosiddette Cilas dormienti, escludendo dagli strumenti alternativi alle detrazioni i cantieri privi di spese documentate entro il 30 marzo 2024. 

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Il caso dell'Agenzia delle Entrate di Trieste

In alcune verifiche svolte a Trieste è stato chiarito che, come riposta sempre il quotidiano economico, per ottenere l’aliquota più favorevole, non era sufficiente avere predisposto il cantiere: i lavori dovevano essere realmente iniziati entro la scadenza prevista. Per accertarlo, i controlli non si sono fermati alle carte. Le informazioni fornite dai proprietari sono state confrontate con riscontri esterni e con immagini storiche recuperate dagli applicativi di Google, così da ricostruire quando il cantiere fosse effettivamente partito e quale agevolazione spettasse. Questa modalità di controllo si inserisce in un sistema sempre più digitale. Attraverso l’incrocio tra dati catastali, informazioni comunali e immagini del territorio, l’amministrazione può avere una fotografia sempre più aggiornata dello stato degli immobili e verificare con maggiore precisione il rispetto delle regole previste per i bonus.

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