Introduzione
Con l'arrivo del grande caldo e i condizionatori accesi a pieno regime, la rete elettrica delle città va sotto pressione e i blackout si fanno più frequenti. Pochi sanno che, in caso di interruzione prolungata, scatta un indennizzo che il gestore accredita automaticamente in bolletta, senza bisogno di farne richiesta. Ecco quando spetta, quanto vale per famiglie e imprese, in quali casi non viene riconosciuto e come comportarsi se non arriva o se si è subìto un danno. Uno sguardo anche a telefono e internet, dove le regole sono diverse.
Quello che devi sapere
Il rimborso automatico per i blackout più lunghi
Quando la corrente manca per molte ore, l'utente ha diritto a un indennizzo previsto dalle regole dell'Autorità di settore (ARERA). Non si tratta di un risarcimento da richiedere: è una somma forfettaria che il venditore di energia accredita direttamente in bolletta. È pensata come ristoro minimo per il disagio subìto e prescinde dalla prova di un danno concreto. Il diritto scatta solo quando l'interruzione supera certe soglie di durata.
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Le soglie: 8 ore nelle città, 12 nei piccoli Comuni
Il rimborso non parte alla prima oscillazione di corrente. Per le utenze domestiche dei Comuni con più di 5.000 abitanti l'indennizzo scatta dopo 8 ore consecutive di interruzione; nei Comuni sotto i 5.000 abitanti la soglia sale a 12 ore continuative. La continuità del disservizio è quindi la condizione di base: micro-interruzioni ripetute ma brevi non danno automaticamente diritto al ristoro.
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Risarcimento fino a 300 € a famiglia
Per le utenze domestiche l'importo parte da 30 euro e cresce di 15 euro per ogni ulteriore intervallo di 4 ore di interruzione, fino a un tetto massimo di 300 euro. Più si prolunga il blackout, quindi, più sale la cifra riconosciuta, entro il limite stabilito. L'accredito compare in bolletta sotto una voce dedicata ai rimborsi per il mancato rispetto dei livelli di qualità fissati dall'Autorità.
Chi paga: distributore o Fondo eventi eccezionali
A coprire l'indennizzo non è sempre lo stesso soggetto. Se l'interruzione dipende da un guasto o da un disservizio imputabile al distributore, l'onere è a carico delle società distributrici. Se invece il blackout è causato da un evento meteorologico eccezionale (come trombe d'aria o valanghe) o da incidenti imprevedibili, gli importi restano gli stessi ma sono coperti dal Fondo eventi eccezionali, alimentato con un sistema di tipo mutualistico.
Arriva in automatico in bolletta
Il punto chiave è che l'indennizzo non va richiesto. Viene erogato in automatico dal venditore nel primo ciclo di fatturazione utile, una volta trascorsi 60 giorni dall'interruzione. I tempi si allungano a 180 giorni quando il disservizio coinvolge più di due milioni di utenti. Il consumatore deve solo controllare che l'accredito compaia effettivamente nella fattura.
Le condizioni: bollette in regola
Esiste però un limite da tenere presente. Se l'utente non è in regola con i pagamenti delle bollette, il venditore non è tenuto a corrispondere l'indennizzo. La regolarità della propria posizione è quindi un presupposto per ottenere il ristoro automatico. Vale la pena verificare la voce in fattura: se manca, il rimborso può essere sollecitato.
Rimborsi anche per le aziende, in base alla potenza
Il diritto al ristoro vale anche per imprese e attività commerciali, con importi che variano in base alla potenza impegnata. Per le utenze non domestiche fino a 100 kW l'indennizzo parte da 150 euro, con aumenti di 75 euro ogni 4 ore e un tetto di 1.000 euro. Oltre i 100 kW si passa a un calcolo per kilowatt, mentre per le imprese in media tensione gli importi salgono ulteriormente, fino a un massimo di 6.000 euro. Per un'attività questi rimborsi, però, possono non bastare a coprire i danni reali: per un piccolo ristorante un blackout oltre le 8 ore può tradursi in perdite di migliaia di euro tra merce deperita e attività ferma.
Se il rimborso non arriva o hai subìto un danno
In caso di mancato accredito, il consumatore può richiederlo al proprio venditore o direttamente al distributore locale, presentando domanda entro sei mesi dall'interruzione; l'impresa distributrice deve poi rispondere entro tre mesi. Oltre all'indennizzo automatico, chi ha subìto un danno concreto e dimostrabile può inviare un reclamo scritto per chiedere il risarcimento: la richiesta passa dal venditore al distributore, che decide se accoglierla. Se il reclamo non viene accolto, resta la strada della conciliazione.
E gli altri servizi? Telefono e internet con regole diverse
Anche per telefonia e internet sono previsti indennizzi automatici in caso di interruzione, ma il meccanismo cambia rispetto all'energia. Le somme stabilite dall'Autorità per le comunicazioni (AGCOM) non scattano dopo un certo numero di ore di blackout: si calcolano a partire dalla data in cui l'utente presenta il reclamo all'operatore. Per la completa interruzione del servizio l'importo è di circa 6 euro al giorno, ridotto a 3 euro in caso di erogazione irregolare, con cifre raddoppiate per le utenze business. Qui, dunque, la segnalazione del cliente è il passaggio indispensabile.