Musica, dai concerti ai vinili: quanto spendono gli italiani ogni anno? I DATI

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Per gli italiani la musica si conferma un’esperienza prioritaria per la quale vale la pena investire risorse di tasca propria, tagliando su altro se necessario. Secondo la ricerca “Musica e Denaro”, stilata da ING People Insights Lab con YouGov, si attesta a 115 euro la cifra media che ciascun individuo è disposto a spendere, ogni anno, per soddisfare questo interesse. Ecco su quali voci si indirizzano le cifre maggiori.

Quello che devi sapere

Sei italiani su dieci ascoltano musica almeno un’ora al giorno

L’analisi, presentata in occasione del MI AMI Festival, prende in esame i gusti in base alle generazioni. In media, circa sei italiani su dieci ascoltano musica almeno un’ora al giorno, dato che sale al 75% tra gli appartenenti alla Generazione Z. I giovani nati tra il 1997 e il 2012 considerati “nativi digitali” confermano un approccio più intenso e continuativo con l’esperienza musicale.

 

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Un negozio di musica

Le spesa vira sugli eventi live

Come evidenzia il report, la spesa si indirizza soprattutto verso l’acquisto di biglietti per concerti e festival: il 43% dell’investimento personale messo in conto ogni anno è dedicato agli eventi live, oltre il doppio rispetto alla cifra riservata all’abbonamento a piattaforme streaming (21%), a CD o vinili (20%).

 

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Quasi la metà considera i concerti un lusso

I dati confermano come gli italiani ricerchino un rapporto sempre più “ravvicinato” con la musica tramite l’ascolto dal vivo dell’artista o della band preferita. Eppure, circa il 44% del campione associa il concerto ad un’esperienza di “lusso” sulla quale è sempre più difficile investire. Per far fronte ai rincari nel settore – che oltre ai biglietti riguardano le spese accessorie, dagli spostamenti a parcheggi, cibo, bevande e gadget – quasi la metà degli intervistati dichiara che sarebbe disposto a rinunciare a un abbonamento annuale a una piattaforma streaming pur di assistere al live.

 

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Gen Z disposta a spendere oltre cento euro in concerti

Nonostante siano ormai visti come eventi “premium”, i concerti continuano a rivestire un investimento emotivo di primo piano. Secondo la ricerca, ciascun fan accetta di pagare in media 97 euro ad artista, ma anche in questo caso si allarga la forbice tra generazioni. Se gli appartenenti alla Generazione Z sono disposti a investire in media 117 euro, la soglia scende a 82 tra i Baby Boomers, nati tra il 1946 e il 1964.

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Rinunce ad altre spese

A corroborare il dato sulla rilevanza dell’esperienza musicale è la quota di intervistati, pari al 20%, che dichiara di aver rinunciato ad altre spese personali. Il dato raddoppia al 42% tra chi ascolta musica per almeno quattro ore giorno. Tra le attività tagliate quasi la metà farebbe a meno dei video game mentre il 20% eliminerebbe i social network. Per quasi uno su due un giorno intero senza musica sarebbe meno piacevole, dato simile a chi dichiara che vedrebbe la giornata più monotona o senza energia.

Quando si ascolta più musica

La musica continua ad accompagnare vari momenti quotidiani: quasi la metà si dedica all’ascolto di singoli e playlist mentre compie spostamenti quotidiani in auto, in treno o su altri mezzi pubblici. Per il 24% del campione la musica rappresenta una compagnia durante lo sport mentre il 21% dichiara di ascoltarla mentre studia o lavora.

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Legame emotivo

Con singole canzoni o artisti gli italiani instaurano un rapporto “emotivo”. La ricerca ING People Insights Lab-YouGov rileva che oltre otto ascoltatori su dieci affermano di sentirsi rappresentati dalla musica, percentuale che sale 93% tra chi dedica a questa attività almeno quattro ore al giorno. Da non sottovalutare è l’impatto sull’umore: quasi 1 su 2 ammette di sentirsi più rilassato. Mentre tra i più giovani prevalgono sensazioni di energia, motivazione e felicità.

Eventi e artisti imperdibili

Il tetto di spesa cade di fronte a eventi giudicati come imperdibili. Gli italiani di ogni generazione affermano che avrebbero investito soldi per assistere a concerti che hanno fatto la storia, dal Live Aid del 13 luglio 1985 allo stadio di Wembley di Londra al Dangerous Tour di Micheal Jackson aperto il 27 giugno 1992 allo stadio Olimpico di Monaco di Baviera. Dal “Re del Pop” ad Avicii e Chester Bennington: i giovani incoronano grandi artisti del passato che hanno riempito stadi mentre le generazioni più mature riporterebbero in vita Lucio Battisti per rivederlo in concerto.

 

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