La decisione, con decorrenza immediata, presa perchè non ha condiviso "le recenti determinazioni in materia di governance". Il manager avrebbe lamentato una sostanziale esclusione dai processi decisionali e dai lavori dei comitati endoconsiliari
Fabrizio Palermo, amministratore indipendente e componente del comitato per le operazioni con le parti correlate di Mps, ha rassegnato nella tarda serata di ieri le proprie dimissioni dalla carica, con decorrenza immediata, non condividendo "le recenti determinazioni in materia di governance". Lo comunica l'istituto senese in una nota. Alla base della decisione ci sarebbe il malcontento per la mancata condivisione di documenti richiesti dai consiglieri di opposizione, in particolare relativi ai dossier Consob collegati ad attività e autorizzazioni risalenti alla precedente gestione. Intanto sono attesi per lunedì 11 sia i risultati trimestrali della controllata Mediobanca, sia i conti della capogruppo con possibili nuovi dettagli sul processo di fusione della merchant bank nella capogruppo senese.
"Escluso da processi decisionali"
Secondo le ricostruzioni raccolte, Palermo avrebbe maturato la convinzione di non essere stato messo nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo. Il manager avrebbe lamentato una sostanziale esclusione dai processi decisionali e dai lavori dei comitati endoconsiliari, con scelte concentrate nelle mani della maggioranza. Tra i nodi principali, sempre secondo le fonti, resta il tema della trasparenza e del ruolo della minoranza in consiglio. Con l'uscita di Vivaldi (dichiarato decaduto nello scorso Cda) e Palermo, i membri saranno sostituiti di diritto dall’ex vice presidente Gianluca Brancadoro e da Alessandro Caltagirone, secondogenito del costruttore romano che è secondo socio di Mps al 13,5% dopo Delfin (17,5%).