Angelini Pharma acquisisce Catalyst per 4,1 miliardi di dollari

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Il gruppo farmaceutico ha siglato un accordo per l'acquisto dell'americana che si occupa di in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare. Lo si legge in una nota secondo cui il closing è previsto nel terzo trimestre dell'anno

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Angelini Pharma, azienda farmaceutica internazionale parte del Gruppo Angelini Industries, e Catalyst Pharmaceuticals, società biofarmaceutica in fase commerciale focalizzata sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare, hanno sottoscritto un accordo definitivo. In base all’accordo, Angelini Pharma si è impegnata ad acquisire tutte le azioni in circolazione di Catalyst al prezzo di 31,50 dollari per azione in contanti, per un valore complessivo del capitale azionario di circa 4,1 miliardi di dollari (equivalenti a circa 3,5 miliardi di euro). 

Operazione approvata all'unanimità da entrambi i cda

L’operazione rappresenta un premio del 21% rispetto al prezzo di chiusura non rettificato delle azioni Catalyst in data 22 aprile 2026 (ultimo giorno di contrattazione antecedente alla diffusione sul mercato di informazioni relative all’operazione), nonché un premio del 28% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 30 giorni di Catalyst. L’operazione è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società. Si prevede che il closing avvenga nel corso del terzo trimestre del 2026.(AGI)Formattazione sistemata, corretti gli errori di battitura e resa più leggibile.

Acquisizione strategica in caso di dazi americani

Angelini Pharma sarà appoggiata da Blackstone e altri partner internazionali, e sarà finanziata con il supporto di Bnp Paribas che è underwriter e global coordinator. Lo shopping negli Usa di Angelini, accompagnandosi a potenziali investimenti, potrebbe fungere anche da potenziale polizza assicurativa contro i dazi di Trump, che a più riprese ha minacciato i big europei della farmaceutica e che chiede di investire negli Usa. Una settimana fa, infatti, è arrivato l'annuncio dell'offerta di Chiesi Farmaceutici sull'americana Kalvista Pharmaceuticals per 1,9 miliardi di dollari.

La nota: "Sviluppo di una piattaforma per le Malattie Rare"

"A seguito del completamento dell'acquisizione, Angelini Pharma intende integrare il portafoglio e l'infrastruttura commerciale di Catalyst Pharmaceuticals con le proprie competenze e i propri prodotti in Brain Health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle Malattie Rare" sottolinea la nota del Gruppo. Con Catalyst Angelini, già specializzata in farmaci neurologici, antidolorifici e antinfiammatori, guadagna l'accesso a prodotti ad alto prezzo negli Usa per malattie rare come la distrofia muscolare di Duchenne, la sindrome neuromuscolare di Lambert-Eaton o trattamenti per l'epilessia.

La presenza in Italia resta "un asset strategico"

La presenza industriale in Italia rimane comunque "un asset strategico per Angelini Pharma, un riferimento produttivo e scientifico di valore nel quadro delle sue operazioni globali", assicura la società. "Cinque anni fa abbiamo avviato una trasformazione profonda di Angelini Pharma — organizzativa, scientifica e strategica — con l'obiettivo di costruire un'azienda capace di competere a livello globale", spiega il ceo Sergio Marullo di Condojanni. "Da un lato, continuando a investire sul nostro portafoglio tradizionale, dall'altro, puntando sulla cura delle patologie del sistema nervoso centrale, con l'obiettivo di rispondere a un bisogno che è purtroppo in grande crescita. Oggi compiamo un nuovo passo significativo". 

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