Enrico Mattei, 120 anni dalla nascita: storia ed eredità del fondatore di Eni

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Classe 1906, marchigiano di Acqualagna (Pesaro Urbino), Enrico Mattei è stato uno dei protagonisti del boom economico italiano del secondo dopoguerra. Ecco perché l'industriale fondatore dell'Ente Nazionale Idrocarburi (Eni) resta una figura centrale.

Quello che devi sapere

I primi anni

Figlio di un brigadiere dei Carabinieri originario della Marsica, Enrico Mattei intraprende da giovane la carriera nell'industria prima come verniciatore di letti di metallo nella fabbrica Scuriatti, poi come garzone alla conceria Fiore. A trent'anni fonda a Milano l'Industria Chimica Lombarda, una piccola azienda chimica che riscuote un certo successo sino a diventare fornitrice delle forze armate italiane.

 

Per approfondire: Cos'è il Piano Mattei: ecco perché si chiama così e cosa prevede

Nella Resistenza

Durante la Seconda guerra mondiale, Mattei partecipa alla Resistenza come partigiano legato alle formazioni cattoliche, i cosiddetti "bianchi", e combatte sulle montagne intorno a Matelica, nelle Marche. Durante la militanza nel Nord Italia stringe rapporti con i futuri protagonisti della politica italiana, da Alcide De Gasperi a Giovanni Gronchi, Giorgio La Pira e Ferruccio Parri.

 

Per approfondire: Enrico Mattei, la storia del fondatore di Eni e il mistero sulla sua morte. FOTO

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Commissario liquidatore di Agip

Nel 1945 viene nominato commissario liquidatore dell'Azienda Generale Italiana Petroli (Agip), compagnia creata quasi vent'anni prima dal regime fascista. Durante l'incarico, l'industriale si rende conto delle potenzialità dell'azienda che decide di salvare e rilanciare. A sostenere il piano di salvataggio sono le continue scoperte di giacimenti di metano e petrolio in territorio italiano, a partire da quella storica del marzo 1949 a Cortemaggiore, in Emilia-Romagna.

La nascita dei distributori moderni

In parallelo all'aumento delle perforazioni in Val Padana, Mattei segue da vicino il rinnovamento dei distributori Agip che, da una sua idea, si trasformano in aree di servizio munite di bar, officine meccaniche e altri servizi rivolti agli automobilisti.

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Deputato DC e fondatore dell'Eni

Deputato nella prima legislatura tra le fila della Democrazia Cristiana, nel 1953 Mattei viene eletto presidente della nascente Eni, dentro la quale l'Agip diventa una delle società capogruppo. Nel corso degli anni Cinquanta, l'industriale marchigiano guida di fatto la politica energetica del Paese. Si oppone all'approvvigionamento petrolifero nei Paesi arabi da parte del cartello delle "Sette Sorelle": Anglo-Iranian Oil Company; Royal Dutch Shell; Standard Oil Company of California Socal; Gulf Oil; Texaco; Standard Oil Company of New Jersey e Standard Oil Company of New York.

La nascita di un colosso petrolifero

Dall'accordo siglato nel 1956 con l'Egitto di Gamal Nasser a quello, l'anno successivo, con l'Iran dello scià Reza Pahlavi, fino ai contratti con Marocco e Tunisia: Mattei si fa promotore dell'espansione di Eni all'estero. Negli anni in cui il Pil italiano vola a livelli mai visti prima, con un tasso medio di crescita del 5,3%, l'azienda punta ad accaparrarsi, ad un prezzo vantaggioso, le fonti di energia vendute dai Paesi produttori con l'obiettivo di sostenere il grande sviluppo industriale della Penisola.

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Mattei e l'Africa

Negli anni dell'espansione finanziaria, Mattei lancia il "guanto di sfida" al dominio delle compagnie petrolifere americane e britanniche offrendo ai Paesi produttori africani e mediorientali accordi di collaborazione equi, lontani dall'approccio "predatorio" dell'epoca. L'Africa, in particolare, è al centro di questa nuova visione geopolitica come dimostra il progetto Tazama, un oleodotto lungo oltre 1.700 chilometri, che doveva trasportare petrolio dalla raffineria di Dar es Salaam, in Tanzania, al cuore minerario dello Zambia.

La morte in volo, 27 ottobre 1962

Il 27 ottobre 1962 un volo proveniente da Catania e diretto a Linate precipita a Bascapè, nel pavese. Oltre a Mattei a perdere la vita sono il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William Francis McHale.

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Il caso Mattei

La morte del numero uno di Eni resta avvolta nel mistero. Le autorità giudiziarie che hanno indagato negli anni non hanno mai stabilito con certezza se si sia trattato di un incidente oppure di un omicidio. Ad inizio anni Sessanta il colosso petrolifero italiano cresceva ad un ritmo elevato e con esso il numero di nemici. Poco prima della scomparsa, a soli 56 anni, Mattei stava preparando un altro colpo storico per spezzare l'oligopolio: un accordo con la Esso per la fornitura di greggio. Come ricorda Il Post, un’inchiesta condotta dalla procura di Pavia – chiusa nel 2003 – accertò la presenza di un ordigno esplosivo sul velivolo. I mandanti però non sono mai stati individuati.

 

Secondo alcune ipotesi, mai confutate, la mafia italiana potrebbe aver agito per conto della mafia italoamericana a causa di contrasti con le Sette Sorelle. Un'altra pista porterebbe invece all'Algeria. Mattei aveva ricevuto minacce dall’Organisation de l’Armée Secrète, gruppo dell'estrema destra francese che, con attentati e omicidi, contrastava l'indipendenza del Paese nordafricano da Parigi, ottenuta proprio nel 1962.

Il piano Mattei per l'Africa

Ad oltre sessant'anni dalla morte, resta il lascito di Enrico Mattei, annoverato tra i "capitani coraggiosi", gli industriali protagonisti del miracolo economico italiano, come Adriano Olivetti, Piero Pirelli, Giovanni Treccani ed Ermenegildo Zegna. Eni, che conta oggi un fatturato annuo di oltre 80 miliardi di euro, si è affermato come uno dei principali gruppi industriali a livello globle, protagonista non solo del settore petrolifero ma anche della transizione ecologica. A conferma della centralità ancora attuale di Mattei, il suo nome è stato scelto per definire il Piano, varato nel gennaio 2024 dal governo Meloni, che dà vita ad un nuovo partenariato strategico tra Italia e gli Stati dell'Africa.

 

Per approfondire: Diffida del nipote di Mattei a governo Meloni a usare il cognome per il piano per l'Africa

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