Diffida del nipote di Mattei a governo Meloni a usare il cognome per il piano per l'Africa
PoliticaPietro Mattei avrebbe inviato una mail certificata alla presidenza del Consiglio spiegando che loro zio sarebbe stato distante dalle scelte dell'attuale esecutivo. Ma la sorella Rosangela si dissocia
Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi dell'imprenditore e fondatore dell'Eni Enrico Mattei, scomparso nel 1962, ha diffidato il governo Meloni dall'usare il cognome per il Piano Mattei, il progetto di partenariato con l'Africa portato avanti dall'esecutivo.
Cosa è successo
Mattei, riporta La Stampa, avrebbe inviato una mail certificata alla presidenza del Consiglio, spiegando che lo zio si sarebbe trovato in disaccordo con le scelte dell'attuale governo. Il nipote dell'imprenditore avrebbe anche reclamato all'Eni lettere e quadri appartenuti allo zio, tra cui due nature morte di Giorgio Morandi. Sarebbe già pronta una citazione in sede civile al tribunale di Macerata a cui, però, l'azienda avrebbe risposto così: "I beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni". "
All'inizio ho detto: 'Vediamo che fanno'. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo sull'immigrazione, sui costi dell'energia, sui rapporti con gli Stati Uniti", ha detto Pietro Mattei a La Stampa, sottolineando come lo zio "aveva sfidato gli americani, non era il loro servo" mentre Meloni "non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?".
La reazione della sorella di Pietro Mattei
"Mio fratello Pietro ha fatto questa iniziativa senza sentire me, che può essere giusta o non può essere giusta. Lui non ha mai fatto politica... Ha creduto opportuno dire queste cose, si è preso la sua responsabilità e va bene", ha dichiarato all’Adnkronos Rosangela Mattei, sorella di Pietro.
"Siamo in un momento in cui stiamo andando proprio male e io mi metto a parlare male del governo? Eh no. Se no, non sarei la nipote di Enrico Mattei. Non dobbiamo distruggere l’Italia", prosegue. "Se mio fratello ha fatto quella dichiarazione, sono problemi suoi. Io non posso dire 'ha ragione Pietro' o 'sbaglia la Meloni'. La Meloni non è mio zio Enrico, come non lo è stato Renzi, come non lo è quello del Pd, come non lo è quello di Forza Italia. Non lo è nessuno. Siamo in una fase in cui mancano le risorse, perché hanno svenduto tutto quello che aveva creato Mattei. Questo è il problema: non le polemiche sul piano o sulla Meloni", ha sottolineato.