Hoepli, Mondadori acquisisce l'editoria scolastica: rifiutata l'offerta di Loro Piana

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L'operazione è stata resa nota da un comunicato del gruppo di Segrate, nel quale si specifica che "l'operazione è attesa perfezionarsi entro il primo semestre dell'esercizio in corso, subordinatamente all'avveramento di specifiche condizioni sospensive"

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Il gruppo Mondadori, dopo la presentazione dell'offerta comunicata lo scorso 25 marzo e le "interlocuzioni intercorse con il liquidatore", ha sottoscritto il contratto per l'acquisizione del ramo d'azienda relativo all'editoria scolastica di Hoepli. Lo ha reso noto un comunicato del gruppo di Segrate, nel quale si specifica che "l'operazione è attesa perfezionarsi entro il primo semestre dell'esercizio in corso, subordinatamente all'avveramento di specifiche condizioni sospensive". Non ha, dunque, avuto successo l'offerta presentata da Loro Piana. Mondadori aveva già fatto sapere che, se ci fossero state le condizioni, oltre all'editoria scolastica avrebbe valutato l'acquisizione di altri rami della società. 

Hoepli in liquidazione

Hoepli si trova in liquidazione volontaria, una notizia che ha scosso particolarmente la città di Milano. Nei mesi scorsi, mentre i soci si riunivano in assemblea per decidere le sorti della casa editrice, i dipendenti si sono riuniti in presidio e sciopero davanti alla libreria di via Hoepli spiegando che la “cultura non si svende”. L'esito dell'incontro è stato poi negativo e ha portato alla mobilitazione della cittadinanza che si è spesa nei giorni successivi tra raccolte firme (per giungere alla richiesta di attività storica) e manifestazioni in centro.

In vendita anche la storica libreria

Con la casa editrice, la famiglia vende anche la libreria (e il palazzo nell'omonima via). Proprio davanti alla libreria erano apparsi diversi cartelloni: “Lavoratori e lavoratrici non si liquidano”, “89 dipendenti come danni collaterali di una guerra tra ricchi”, “Hoepli spa difendiamo il nostro posto di lavoro e il patrimonio culturale”, “Hoepli spa patrimonio di Milano”. Sulla vicenda si era esposto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, al quale è stato chiesto anche un tavolo di confronto per il quale si è detto dubbioso sulle possibili azionii da intraprendere.

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