Sigarette, scattano i nuovi aumenti: da 20 a 50 centesimi in più a pacchetto
EconomiaIntroduzione
Nuovi aumenti sul costo delle sigarette. A seguito dell'ultimo intervento alle accise da parte del governo, i fumatori italiani dovranno ora affrontare un ulteriore incremento sui prezzi dei prodotti da fumo. Come evidenzia l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, si registrano rincari non solo tra i marchi di fascia media, ma anche tra quelli più economici con rincari che oscillano tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto. Ecco tutto quello che c'è da sapere.
Quello che devi sapere
I rincari sulle sigarette
Come evidenzia la tabella aggiornata dallo Stato, si registrano rincari generalizzati tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto, sia tra i brand considerati più accessibili che tra quelli di fascia medio-alta. Tra i marchi più costosi troviamo Marlboro: il prezzo delle varianti Blue Line, Gold, Silver Blue e White si attesta sui 6,80 euro a pacchetto. Così come Dunhill Red, Muratti Ambassador e Kent Surround. Seguono poi, tra i 6 e i 6,50 euro a pacchetto, marchi come Camel, Vogue, Merit, West, Pueblo, Peter Stuyvesant ed Esportazione.
Per approfondire:
Prezzo sigarette, da oggi scattano nuovi aumenti: i marchi coinvolti e a quanto ammontano
Coinvolti i marchi più diffusi
Le tabelle dell’Agenzia mostrano un intervento su numerose referenze molto presenti sul mercato. Tra i brand, ad esempio, molte varianti Winston, in astucci o cartoni da 20 pezzi, insieme a Camel e a un’ampia gamma di Benson & Hedges. Sono presenti anche marchi come American Spirit, Glamour Blues e altri prodotti del segmento mainstream.
Il marchio più costoso
Il marchio di sigarette che registra il prezzo più alto è Dunhill International. Il brand premium prodotto da British American Tobacco, già noto per il suo posizionamento di fascia alta, ha un costo di 7,20 euro a pacchetto.
Vedi anche:
Come funziona il farmaco per smettere di fumare (che ora rimborsano)
Il marchio più economico
Secondo la tabella aggiornata, tra i marchi più economici troviamo Black Devil Yellow che, prodotte dall'azienda olandese Heupink & Bloemen, si attestano aui 4,40 euro a pacchetto. Stessa cifra per Corset Chic Lilac e Pink, che restano in fascia bassa.
Rincari anche sul tabacco trinciato
Per effetto delle accise, anche il tabacco trinciato ha registrato notevoli aumenti. Secondo la tabella aggiornata, le confezioni da 30 grammi si collocano tra i 7,80 e gli 8 euro. Mentre quelle da 40 grammi di marchi come Golden Virginia, Drum e Manila si attestano sui 10 euro: alcune varianti raggiungono anche gli 11 euro. Infine, i pacchetti da 70 grammi superano i 15 euro, con le confezioni di Marlboro che arrivano a toccare i 18,90 euro.
Gli aumenti nel settore
L’aggiornamento evidenzia quindi un aumento “a macchia larga” che coinvolge tutte le categorie di tabacchi lavorati, dai pacchetti alle confezioni di tabacco trinciato, dai sigaretti ai sigari di fascia alta. L'entrata in vigore delle nuove accise ha ridisegnato il quadro dei prezzi al pubblico, con listini che mostrano ora valori aggiornati al chilo e per confezione destinati a riflettersi sulla spesa dei consumatori.
Leggi anche:
Citisina, nuovo farmaco per smettere di fumare: di cosa si tratta
L'indagine del Moige sui giovani fumatori
Nonostante i divieti di legge, la vendita di prodotti vietati ai minori resta piuttosto diffusa in Italia. Secondo un’indagine del Movimento italiano Genitori (Moige), condotta su 2.123 ragazzi tra i 10 e i 17 anni, il 95% dei giovanissimi sa che il fumo fa male, ma il 28% ha provato almeno una sigaretta. Di questi, l’8% fuma abitualmente. Dall’indagine è emerso che i minori fumano principalmente per curiosità (20%) e per rilassarsi (9%). Il 76% dei fumatori lo fa in compagnia. Il 56% ha solo provato o fuma occasionalmente.
Il 60% dei venditori di tabacco non verifica l’età
Tra i fumatori, il 26% fuma tra 1 e 5 sigarette, ma il 4% arriva ad un intero pacchetto da 20 al giorno, mentre il 2% fuma anche oltre un pacchetto quotidianamente (dato raddoppiato rispetto al 2023). Le sigarette o tabacco trinciato vengono acquistati principalmente presso tabaccherie (45%) e distributori automatici (22%), utilizzando la tessera sanitaria di amici più grandi (52%) o familiari (38%). Il 17% dei minori, invece, le chiede ad amici. Per quanto riguarda i negozi fisici, invece, il 60% dei venditori non ha verificato l’età e il 45% non ha negato la vendita anche sapendo che si trattava di un minore.