I risultati segnano un nuovo massimo storico per l'istituzione in crescita del 3% rispetto all'anno precedente, mentre il patrimonio netto vendita a 32 miliardi di euro (+6%). Nel primo anno di attuazione del Piano Strategico 2025–2027, il Gruppo CDP ha impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro, generando investimenti complessivi per 73,6 miliardi con un effetto leva di 2,5 volte
Il 9 aprile 2026, il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP) ha approvato il bilancio d'esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. I risultati dell'esercizio segnano un nuovo massimo storico per l'istituzione: l'utile netto di CDP SpA raggiunge 3,4 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente, mentre il patrimonio netto vendita a 32 miliardi di euro (+6%). Nel primo anno di attuazione del Piano Strategico 2025–2027, il Gruppo CDP ha impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro, generando investimenti complessivi per 73,6 miliardi con un effetto leva di 2,5 volte. CDP è oggi la principale banca di sviluppo italiana, con un totale attivo di 391 miliardi di euro a livello di capogruppo e di 489 miliardi a livello consolidato — un perimetro che include, tra le altre, partecipate quote di primario rilievo come SNAM, Terna, Italgas, Fincantieri, ENI, Poste Italiane e Nexi.
I risultati Economico-Patrimoniali: un massimo storico sonfermato
Il dato più rilevante dell'esercizio 2025 è l'utile netto di CDP SpA, che si attesta a 3,4 miliardi di euro (+3% rispetto ai 3,3 miliardi del 2024), segnando il secondo anno consecutivo di risultato record nella storia dell'istituzione. Tale performance è il frutto di una composizione dei ricavi che ha saputo compensare la pressione sui margini di interesse — ridottisi di 0,3 miliardi a causa della contrazione dei tassi di mercato — con un forte incremento dei dividendi percepiti dalle partecipate, cresciuti a 2,1 miliardi (+0,4 miliardi rispetto al 2024), grazie al miglioramento delle politiche di distribuzione delle società quotate in portafoglio. Dal punto di vista patrimoniale, il totale attivo di CDP SpA si mantiene sostanzialmente stabile a 391 miliardi di euro (-0,1%), con una ricomposizione significativa delle componenti: le disponibilità liquide si riducono dell'8% per effetto delle politiche di asset-liability management, mentre i titoli di debito aumentano del 14% (84 miliardi) per l'incremento del portafoglio di titoli di Stato. I crediti crescono dell'1% a 127 miliardi, confermando la vocazione all'impiego a supporto dell'economia reale. Sul fronte della raccolta, il risparmio postale raggiunge i 297 miliardi (+3%), mentre la raccolta obbligazionaria segna un balzo del 20% a 24 miliardi, grazie a emissioni di grande successo sui mercati internazionali — tra cui il terzo Yankee Bond in dollari, che ha registrato una domanda pari a quasi 13 volte l'offerta, e l'undicesimo Bond ESG di CDP. Il patrimonio netto di CDP SpA è in vendita a 32 miliardi (+6%), e il CdA ha proposto la distribuzione di un dividendo di 2,2 miliardi di euro agli azionisti. A livello consolidato, l'utile netto del Gruppo si attesta a 5,5 miliardi (rispetto ai 6 miliardi del 2024), con una riduzione spiegata principalmente dal minor apporto degli utili da partecipazioni, parzialmente compensata dalla crescita dei margini delle società industriali controllate. Il patrimonio netto consolidato cresce a 50 miliardi (+4,7%) e il totale attivo supera i 488 miliardi.
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Il Piano Strategico 2025–2027: un avvio in anticipo sugli obiettivi
Il 2025 rappresenta il primo anno di esecuzione del Piano Strategico 2025–2027, articolato lungo cinque pilastri operativi: Business, Advisory, Equity, Real Asset e Internazionale. Nel complesso, il Gruppo CDP ha impegnato risorse per 29,5 miliardi di euro, pari al 36% dell'obiettivo triennale complessivo, con un anticipo significativo rispetto al ritmo atteso. Grazie all'effetto leva generato dall'attrazione di capitali aggiuntivi, gli investimenti totali sostenuti hanno raggiunto i 73,6 miliardi — 2,5 volte le risorse direttamente impegnate. Il pilastro del Business ha assorbito la quota più rilevante delle risorse: 18,3 miliardi destinati a imprese e istituzioni finanziarie, con il lancio della nuova operatività di finanziamento diretto alle PMI e la messa a disposizione di 800 milioni per le medie e piccole imprese del Mezzogiorno in sinergia con il sistema bancario. Altri 3,6 miliardi sono stati impegnati per le infrastrutture — tra cui un finanziamento superiore ai 500 milioni per il settore autostradale in collaborazione con SACE e BEI — e 4,3 miliardi per la Pubblica Amministrazione, con particolare attenzione agli Enti locali e con la firma del primo accordo con il Ministero dell'Università e della Ricerca per la gestione delle risorse PNRR in qualità di partner esecutivo. Sul fronte dell'Equity, CDP ha impegnato 1,4 miliardi, partecipando tra l'altro all'aumento di capitale di Italgas per sostenere la creazione del campione europeo della distribuzione del gas attraverso l'acquisizione di 2i Rete Gas. Il pilastro Internazionale ha visto impiegati circa 1,5 miliardi per la Cooperazione allo sviluppo — con la prima operazione del "Plafond Africa" nell'ambito del Piano Mattei (110 milioni per un impianto fotovoltaico sul continente africano) e la prima operazione nell'ambito del programma europeo TERRA in partnership con FAO — registrando una crescita del 28% delle risorse impegnate rispetto al 2024.
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Sul versante della cooperazione allo sviluppo, la prima operazione a valere sul Plafond Africa — nell'ambito del Piano Mattei per l'Africa — e il primo finanziamento nel programma europeo TERRA, in partnership con la FAO e l'Unione Europea, rappresentano l'apertura di nuovi canali operativi che potranno generare impatti di lungo periodo nei Paesi beneficiari. Le risorse impegnate nella Cooperazione internazionale sono cresciute del 28%, segnando un nuovo primato storico per l'istituzione. Guardando al futuro, CDP si presenta come un'istituzione in piena espansione operativa, con un modello che combina redditività strutturale — attestata da un rapporto cost/income dell'8%, tra i più efficienti nel panorama delle banche di sviluppo europee — e capacità di generare impatto economico sistemico. Il secondo e il terzo anno del Piano Strategico 2025–2027 saranno chiamati a consolidare gli impegni già assunti ea dispiegare pienamente i 29,5 miliardi mobilitati nel solo primo anno, con un obiettivo triennale complessivo che supera gli 80 miliardi. In uno scenario globale in continua evoluzione, la solidità patrimoniale, la diversificazione delle fonti di raccolta e la crescente rilevanza internazionale rendono CDP un attore sempre più centrale non solo per l'Italia, ma per l'intero ecosistema della finanza pubblica europea.