Rinnovo contratto enti locali 2025-2027, aumenti da 135 euro in busta paga

Economia

Le stime elaborate quando si è solo alla fase dell'atto di indirizzo, il documento preliminare che definisce le risorse prima del tavolo negoziale tra Aran e sindacati. Non sono coinvolti solo i dipendenti comunali: anche per statali, scuola e sanità i confronti sono già stati avviati o sono in fase di programmazione

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Nuovi aumenti in vista per i dipendenti pubblici, ma occorrerà avere pazienza. Mentre si è appena concluso il contratto 2022-2024 per gli enti locali, è già partita la macchina per il rinnovo 2025-2027. In busta paga si stima un aumento medio di 135,50 euro lordi al mese, ma la strada è ancora lunga: siamo solo alla fase dell'atto di indirizzo, il documento preliminare che definisce le risorse (circa 1 miliardo di euro l'anno) prima del tavolo negoziale tra Aran e sindacati. Non sono coinvolti solo i dipendenti comunali: anche per statali, scuola e sanità i confronti sono già stati avviati o sono in fase di programmazione.

 

Negoziati al via dopo la prima bozza di contratto

L'atto di indirizzo è stato inviato al ministero dell'Economia e a quello della Pubblica amministrazione, a cui fa riferimento Aran. La stessa Aran è l'agenzia che rappresenterà lo Stato nelle trattative, mentre dall'altra parte del tavolo ci saranno i sindacati che rappresentano i circa 400mila dipendenti degli enti locali. Al momento, quindi, c'è solo il primo passaggio. Sulla base dell'atto di indirizzo, l'Aran stilerà una bozza di contratto che poi presenterà ai rappresentanti sindacali, e i negoziati avranno inizio.

Per la prima volta contributo da parte dello Stato

Per quanto riguarda i fondi a disposizione, è difficile immaginare che ci siano cambiamenti drastici da qui alla fine delle trattative. Le amministrazioni hanno messo a disposizione circa 988 milioni di euro all'anno per gli aumenti. Secondo i calcoli dell'Aran, questo dovrebbe portare all'aumento da circa 135,50 euro lordi al mese in busta paga, per 13 mensilità. Naturalmente sono soldi che dovranno spendere i singoli Comuni e Regioni, anche se lo Stato per la prima volta darà un piccolo contributo – 50 milioni di euro nel 2027, 100 milioni di euro all'anno dal 2028 in poi.

 

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