Ticketmaster e Live Nation, accordo col Dipartimento di Giustizia Usa

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La compagnia dovrà pagare un'ammenda da 280 milioni e vendere 13 dei suoi teatri per chiudere la causa per abuso di posizione dominante nell'organizzazione di concerti e vendita di biglietti. Ma 25 Stati sono contrari all'intesa e annunciano la volontà di andare avanti

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Live Nation Entertainment ha raggiunto un accordo col dipartimento di Giustizia statunitense nell’ambito del processo per abuso di posizione dominante nel business dell’organizzazione di eventi. La compagnia, che oltre a numerosi impianti negli Stati Uniti detiene dal 2010 anche la proprietà del circuito di rivendita biglietti Ticketmaster, era accusata di non lasciare alternativa ad artisti e sale nell’organizzazione di concerti ed eventi.

L'accordo

Le due compagnie non saranno smembrate ma dovranno pagare una ammenda di 280 milioni di dollari ai 40 Stati che hanno fatto causa. Live Nation dovrà vendere almeno 13 delle sue sale, consentire a società rivali come SeatGeek ed Eventbrite di vendere i biglietti sulle sue piattaforme e non sottoporre i locali non sottoporre i locali a contratti di esclusiva superiori ai quattro anni. L’accordo fissa inoltre al 15% il limite alle commissioni sui biglietti dei concerti nelle sale di proprietà di Live Nation che rappresentano il 78% delle venue più grandi del Paese.

Venticinque Stati contrari

L’accordo però non piace a Letitia James, procuratrice generale di New York, e ad altri 24 Stati, che hanno annunciato l’intenzione di proseguire nella causa. Secondo James, l’accordo “non affronta il monopolio che è centro di questo caso e avvantaggia Live Nation a discapito dei consumatori. Non è accettabile. Con i miei colleghi procuratori generali abbiamo istruito una causa solida contro Live Nation e continueremo la nostra azione legale al fine di proteggere i consumatori e ripristinare la concorrenza leale nel settore dell’intrattenimento dal vivo”.

Gli Stati che hanno firmato

Con la causa intentata nel maggio del 2024, gli Stati chiedevano la vendita di TicketMaster accusando le due compagnie di gonfiare illegalmente i prezzi dei biglietti dei concerti danneggiando gli artisti. Dei 39 Stati più Washington DC che hanno fatto causa accanto al dipartimento di Giustizia, solo sette hanno deciso di aderire all’accordo: Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, South Carolina e South Dakota.

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