Tassa di 2 euro su pacchi piccoli extra Ue, in arrivo nuova proroga: cosa sappiamo

Economia

La tassa si applica alle spedizioni del valore inferiore ai 150 euro. Mentre dal 1° luglio 2026 entra in vigore anche la nuova tassa da 3 euro sui pacchi extra Ue

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La legge di bilancio 2026 ha istituito un contributo pari a 2 euro, per le spese amministrative doganali a carico delle spedizioni in arrivo da Paesi non appartenenti all’Ue dal valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il tributo è riscosso dall’Agenzia delle dogane e monopoli all’atto dell’importazione definitiva delle suddette merci.

Dal 1° luglio 2026 cambiano le regole per pacchi in arrivo nell'Ue

Nuove regole doganali in arrivo nell’Unione Europea, un cambiamento che dal 2026 modificherà profondamente le attività di e-commerce internazionale. Spring Gds, leader globale nella logistica internazionale, ha pubblicato un’analisi sulle novità. Dal 1° luglio 2026, sarà infatti introdotto un dazio doganale standard di 3 euro su tutte le importazioni a basso valore (ovvero inferiori a 150 euro) provenienti da Paesi extra-Ue inviate direttamente ai consumatori. Questa novità segna un punto di svolta per la logistica dell’e-commerce in Europa, in risposta alla crescita esponenziale degli acquisti online da marketplace non europei.

La crescita dell’E-commerce

Negli ultimi anni, l’e-commerce internazionale ha registrato una crescita significativa, in particolare sulla direttrice Cina-Ue: il 91% delle spedizioni a basso valore economico proviene dalla Cina, tramite piattaforme come Temu, Shein e AliExpress. Ogni giorno, circa 12 milioni di pacchi di valore inferiore a 150 euro entrano in Unione Europea, per un totale di oltre 4,6 miliardi di pacchi all’anno. Questa crescita ha messo sotto pressione i sistemi doganali esistenti, rendendo necessaria una revisione normativa per aumentare l’equità fiscale, ridurre le frodi ed eliminare gli incentivi alle spedizioni frammentate.

Le direttive della Commissione Europea

Secondo il nuovo quadro normativo, sarà applicato un dazio doganale di 3 euro su ciascuna categoria di articolo importato, mentre una tassa di gestione amministrativa di valore pari a 2 euro per sottovoce tariffaria dovrebbe entrare in vigore da novembre 2026, in attesa delle direttive definitive della Commissione europea. Questi cambiamenti doganali interesseranno non solo le spedizioni provenienti dalla Cina, ma anche quelle dal Regno Unito e da altri Paesi extra-Ue. Per molti retailer, in particolare quelli che operano su modelli ad alto volume e basso margine, questa evoluzione rappresenta una sfida significativa per mantenere la propria competitività, mettendo direttamente in discussione il modello attuale. Inoltre, diversi Paesi, tra cui Francia e Romania, hanno già introdotto tasse amministrative a livello nazionale, che continuano a rappresentare una delle principali inefficienze operative nel commercio internazionale europeo.

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