In 10 anni perse 128 mila aziende artigiane, ma nel 2025 imprese stabili: i dati di Cna

Economia
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Introduzione

L’anno da poco concluso ha fatto registrare una sostanziale stabilità per quanto concerne l’ammontare delle imprese artigiane in Italia: a dirlo in una nota è la Cna - Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa- secondo cui il 2025 è terminato con 1,23 milioni di attività registrate, confermando così un trend già in corso da qualche anno. La differenza tra iscrizioni e chiusure - e al netto delle cessazioni d'ufficio da parte delle Camere di commercio - parla di un saldo positivo di 187 unità, dunque essenzialmente stabile. Allargando però lo sguardo al lungo periodo, i dati si fanno sensibilmente più negativi.

Quello che devi sapere

La contrazione negli ultimi 10 anni

Osservando infatti l’andamento registrato negli ultimi 10 anni, emerge come in questo lasso di tempo siano andate perse 128mila imprese artigiane. Se dunque in questo periodo i numeri sono stati negativi, la Cna ha però sottolineato come lo scorso anno l’artigianato italiano abbia confermato l’accresciuta capacità di affrontare le fasi congiunturali negative, nonostante le tensioni geopolitiche e commerciali e la  debolezza della domanda interna.

 

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Cala il numero di chiusure

Per quanto riguarda l'intero sistema produttivo, questo ha chiuso il 2025 con un saldo positivo di oltre 56mila imprese. In ogni caso la tenuta dell'artigianato è in linea con i risultati del periodo compreso tra il 2021 e il 2024: In particolare l'elaborazione dei dati di Unioncamere/Movimprese ha evidenziato  che la tenuta dell'artigianato è il risultato della flessione delle chiusure. Infatti il valore medio delle cessazioni si attesta a poco più di 79mila l'anno mentre tra il 2009 e il 2020 - periodo in cui sono state attraversate tre forti crisi - la media annua superava quota 105mila. 

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Le cause di questo andamento

Osservando i dati, emerge come i saldi annuali siano stati fortemente negativi anche per effetto della forte specializzazione in settori particolarmente esposti alla congiuntura negativa come manifattura e costruzioni: sono stati per esempio registrati saldi negativi per 27mila unità nel 2013 e per oltre 20mila nel 2012 e 2014. 

Lo stato di salute delle imprese

La recente diminuzione della mortalità delle imprese negli ultimi anni sembra suggerire che le imprese artigiane abbiano fatto tesoro delle lezioni delle crisi globali e - nonostante la piccola dimensione media e l'operare spesso all'interno di filiere del valore guidate da imprese di grandi dimensioni - oggi sembrano essere più in salute che in passato.

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Cosa succede a livello locale

Se questi dati sono veri a livello nazionale, la tenuta complessiva dell'artigianato nel 2025 riflette comunque risultati con differenze anche sostanziale a livello territoriale e anche regionale. Infatti rispetto all'anno precedente la quantità totale di imprese artigiane resta immutato nel Nord Ovest del Paese, mentre aumenta nel Mezzogiorno dello 0,1% e nel Nord Est dello 0,2%. Risulta invece essere in diminuzione nell'Italia Centrale, con un -0,3%.    

I dati delle imprese Regione per Regione

Per quanto riguarda il Nord-Ovest e il Mezzogiorno, il rapporto tra natalità e mortalità delle imprese artigiane sembra essere disomogeneo tra le varie regioni: per esempio nel Nord-Ovest la variazione positiva in Lombardia, pari +0,2%, compensa le contrazioni registrate in Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria; dall'altro lato nelle otto regioni meridionali l'artigianato risulta essere in crescita solamente in Sicilia, dello 0,4%, e in Sardegna, dello 0,8%. Nel Nord Est invece accade esattamente il contrario: il numero di imprese artigiane aumenta ovunque, con un significativo +1,5% del Trentino-Alto Adige. Al Centro invece Toscana, Umbria e Marche sono tutte accumunate da decrementi significativi: calano infatti rispettivamente dello 0,6%, 0,7% e 0,5%.   

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Cna: “Serve modernizzare la legge quadro”

Il presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna), Dario Costantini, ha commentato i dati affermando che “la tenuta dell'artigianato conferma la grande capacità della piccola impresa di adattarsi ai cicli negativi e alle profonde trasformazioni dei mercati ma, al tempo stesso, evidenzia la necessità di modernizzare la legge quadro sull'artigianato che risale al 1985. La delega al Governo per la riforma contenuta nella legge annuale sulle Pmi rappresenta una grande opportunità per ridare slancio a un comparto essenziale per il Made in Italy”.

 

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