Piazza Italia, scatta amministrazione giudiziaria per mancata vigilanza diritti lavoratori

Economia
dal sito di Piazza Italia

“Colpevole inerzia” e “mancata vigilanza”, sono queste le accuse con cui la Procura di Prato ha chiesto la misura preventiva dell’amministrazione giudiziaria per Piazza Italia, azienda di fast fashion fondata un ventennio fa in Campania e oggi presente in tutta Italia con centinaia di punti vendita

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La Procura di Prato ha chiesto la misura preventiva dell’amministrazione giudiziaria di un anno per Piazza Italia, il Tribunale di Firenze lo ha concesso. Dal 2022, secondo le indagini degli inquirenti, l’azienda avrebbe esternalizzato una delle fasi finali di lavorazione dei prodotti: gran parte del confezionamento dei capi di abbigliamento sarebbe stato appaltato a due imprese cinesi operanti a Prato che sfruttavano i lavoratori e li costringevano a operare in condizioni non adeguate. Gli imprenditori cinesi sono finiti sotto indagine per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Si tratterebbe peraltro di due attività asiatiche che si sarebbero succedute nel tempo allo stesso indirizzo. 

L’accusa

Queste le ragioni che hanno spinto la Procura a porre Piazza Italia in amministrazione giudiziaria sono: “colpevole inerzia” e “mancata vigilanza”. L’azienda non avrebbe cioè fatto verifiche sulle imprese terziste che avrebbero impiegato lavoratori in nero, clandestini sfruttati per ore, pagati con compensi bassissimi, che finivano per mangiare e dormire in ambienti fatiscenti. La conseguenza di questa mancanza di controllo sarebbe stata una distorsione di mercato: proprio grazie ai costi molti bassi di produzione, Piazza Italia avrebbe potuto per anni praticare prezzi anticoncorrenziali, con margini di gaudagno del 300%, e affermarsi così sul mercato a scapito di altri operatori. 

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Identikit aziendale

L’azienda di fast fashion con sede a Nola (Napoli) è stata fondata nel 1993, ha vissuto anni di forte espansione e oggi ha negozi in tutta Italia. Nel 2024 (ultimo bilancio disponibile) la catena di abbigliamento low cost ha messo a bilancio un fatturato da quasi 435 milioni di euro con 31,9 milioni di utile netto. Il numero di dipendenti si aggira attorno ai 1.800 e i punti vendita sfiorano la cifra di 280 unità. 

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Il precedente

Non si tratta del primo caso che si apre con accuse simili nei confronti di una impresa tessile. Con l’obiettivo di contrastare il ricorso al lavoro sottopagato o a un vero e proprio sfruttamento dei lavoratori si era mossa in passato la Procura di Milano che aveva indagato anche grandi marchi del lusso.

Amministrazione giudiziaria, cos’è?

“L’amministrazione giudiziaria è uno strumento importante da azionare per contrastare giudiziariamente in modo sempre più efficace lo sfruttamento lavorativo, anche con riferimento all’imprenditoria committente che ne beneficia”, ricorda la Procura. Si tratta di un istituto giuridico del diritto italiano previsto per garantire la continuità del ciclo produttivo di beni sequestrati in un procedimento penale. Può avere la durata massima di 3 anni e non può essere oggetto di proroga.

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