Pensioni, da febbraio scattano gli aumenti dai 3 ai 50 euro al mese: i nuovi assegni

Economia

L'adeguamento delle pensioni previsto per il 2026 si preannuncia come un "ritocco" puramente simbolico. A fronte di un'inflazione dell'1,4%, i pensionati riceveranno incrementi minimi che, al netto delle tasse, difficilmente copriranno il reale aumento del costo della vita

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Nel 2026 le pensioni subiranno un adeguamento all’inflazione dell'1,4%. Gli aumenti netti saranno tuttavia contenuti: si oscilla dai 3 euro mensili per le pensioni minime ai 30-40 euro lordi per gli assegni tra i 2mila e i 3mila euro. Il sistema di perequazione resta invariato, spiega La Stampa,  garantendo la rivalutazione piena (100% dell'indice) solo per i trattamenti fino a quattro volte il minimo (2.413,60 euro lordi). Per le fasce superiori, il recupero del potere d'acquisto decresce progressivamente: la rivalutazione scende al 90% (+1,26%) per gli assegni fino a cinque volte il minimo e al 75% (+1,05%) per quelli di importo superiore.

Le simulazioni degli aumenti

In pratica, spiega ancora la ricostruzione del quotidiano torinese,  con una pensione lorda di 1.000 euro si ottengono 14 euro lordi in più al mese (182 euro in più in un anno), 18 euro (273 in un anno) con una pensione di 1.300 euro, 21 con 1.500 euro lordi che in 12 mesi diventano 273 in più. Una pensione da 3mila euro lordi al mese arriva a 3.041 euro, con un incremento di 535,34 euro all’anno. In questo caso la rivalutazione, infatti, è applicata al 1,4% fino a 2.413,6 euro e all’1,26% sulla quota eccedente. Una pensione da 4.000 euro lordi sale a 4.051,71 euro con un guadagno di 51,7 euro che diventano 672,23 euro in 12 mesi.

Cosa cambia per le pensioni minime

Nel 2026 l’importo base della pensione minima, per effetto della rivalutazione ordinaria dell’1,4%, sale da 603,40 euro a 611,80 euro. A questo valore si somma la maggiorazione straordinaria dell’1,3%, già prevista dalla normativa precedente, che consente di raggiungere un importo complessivo pari a 619,80 euro mensili. Il confronto, però, va fatto con l’importo complessivo del 2025, che già includeva la componente straordinaria ed era pari a 616,67 euro. In termini reali, quindi, l’aumento della pensione minima nel 2026 si traduce in circa 3 euro in più al mese. Occorre poi ricordare che gli aumenti che applica l’Inps ad ogni inizio anno devono essere sempre considerati provvisori. L’Istituto, recependo le indicazioni del Tesoro applica infatti un aumento basato sulle stime Istat, se poi l’indice definitivo dell'anno precedente è diverso si procede a un conguaglio, che può essere positivo se l’indice finale risulta più alto di quello stimato, ma può anche essere negativo in caso contrario. Per capirlo basta attendere pochi giorni: il 16 gennaio, infatti, l’Istat pubblicherà il dato definitivo dell’Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (il cosiddetto Foi) che viene utilizzato per questo tipo di calcoli come per adeguare i canoni di locazione.

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