Il Pil arranca: +0,5% nel 2024. Sale la disoccupazione. I dati Istat
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Secondo la stima preliminare dell'Istat l'anno scorso la crescita economica è stata fiacca e inferiore a quella stimata dal governo. Nell'Area Euro risultiamo dietro Francia e Spagna. Peggio la Germania, in recessione per il secondo anno consecutivo. Nel nostro Paese, intanto, sale leggermente il tasso di disoccupazione a dicembre, mentre rimane stabile l'occupazione
L’economia italiana è in frenata. Un rallentamento iniziato nella seconda metà dell’anno scorso che ha portato il prodotto interno lordo a una cresciuta di solo mezzo punto nell’intero 2024. Una stima preliminare, quella dell’Istat, che andrà confermata a inizio marzo e che mostra come le previsioni del governo fossero troppo ottimistiche.
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Cosa prevedeva il governo
Negli ultimi documenti di finanza pubblica dell’Esecutivo, risalenti a inizio autunno, si prevedeva – infatti – che il Pil aumentasse dell’1 per cento annuo. Che le cose potessero andare peggio se l’aspettava il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che negli ultimi tempi aveva ridimensionato le aspettative a un più scarno 0,7.
Peggio di Francia e Spagna, Germania in recessione
Rispetto alle principali economie continentali l’Italia fa peggio di Francia e Spagna. Siamo al di sotto della media dell’Eurozona mentre continua a essere in difficoltà la Germania: la locomotiva d’Europa per il secondo anno consecutivo è in recessione. Uno stop, quello tedesco, che ha ripercussioni sulla nostra industria, che dà qualche segnale di ripresa, mentre agricoltura e settore dei servizi fra ottobre e dicembre sono risultati in flessione.
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Lavoro, disoccupazione in leggero aumento
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, intanto, il mese scorso c'è stato un aumento del tasso di disoccupazione, salito al 6,2 per cento. Si tratta di un livello basso per il nostro Paese, che ha toccato il record storico dei senza lavoro nell’aprile del 2007 (5,8) visto che l’Istat ha rivisto al rialzo il dato di novembre.
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Stabile l'occupazione
Resta stabile, intanto, l’occupazione (al 62,3%), che nell’ultimo anno è cresciuta raggiungendo quote elevate, ma siamo sempre un passo indietro in Europa, soprattutto per quanto riguarda donne e giovani e con profonde differenze fra Nord e Sud.
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