Snam, piano strategico 2026 prevede investimenti per 10 miliardi

Economia

Confermata ed estesa di un anno la politica dei dividendi, con una crescita minima annua del 2,5% estesa al 2026, con conferma del +5% per azione nel 2022

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Investimenti totali in aumento del 23% per 10 miliardi di euro, un Ebitda in crescita del 7% medio, un utile netto che sale del 3% nel periodo, Rab in crescita del 5%, un dividendo con l'estensione al 2026 della crescita minima del 2,5% prevista per gli anni precedenti e la conferma dell'impegno sul percorso di riduzione delle emissioni verso la neutralità carbonica al 2040. Sono alcuni dei punti del piano strategico 2022-2026 di Snam, che oggi verrà presentato dall’amministratore delegato Stefano Venier alla comunità finanziaria.

Nel dettaglio, la crescita prevista è maggiore del 5% della Rab nel 2022-2026, più del doppio rispetto alle previsioni del precedente arco di piano (2021-2025) per effetto di maggiori investimenti e del deflatore; del 7% circa dell’EBitda, rispetto al 4,5% del precedente piano 2021-2025, per effetto principalmente della crescita della Rab (80%), di maggiori remunerazioni da quadro regolatorio, dal crescente apporto di incentivi “output based” e dai business della transizione energetica. L’insieme di questi fattori contribuirà alla crescita dell’Ebitda di Gruppo atteso pari a circa 2,85 miliardi di euro al 2026, di cui circa 140 milioni saranno legati ai business della transizione energetica; del 3% dell’utile netto per effetto dell’incremento della redditività industriale del business e delle misure di efficienza, compensate da una crescita degli oneri finanziari per l’aumento dei tassi di interesse che si ipotizzano al 2% medio nell’arco di piano, rispetto ad una previsione dell’1,1% nel piano precedente 2021-2025. Rispetto alla guidance sull’utile netto 2022, pari ad almeno 1,13 miliardi di euro, la proiezione a fine 2026 è di 1,27 miliardi di euro. 

9 miliardi di euro sono destinati all’infrastruttura del gas

 

Confermata ed estesa di un anno la politica dei dividendi, con una crescita minima annua del 2,5% estesa al 2026, con conferma del +5% per azione nel 2022. Snam prevede che per l’esercizio 2022 possa essere distribuito nel 2023, un dividendo complessivo pari a 0,2751 euro per azione di cui il 40% a titolo di acconto con pagamento il 25 gennaio 2023 (record date 24 gennaio 2023), con data di stacco della cedola il 23 gennaio 2023, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 9 novembre 2022 mentre il restante 60% a saldo con pagamento il 21 giugno 2023 (record date 20 giugno 2023) con data di stacco della cedola il 19 giugno 2023, da sottoporre all’Assemblea degli Azionisti che approverà il bilancio di esercizio 2022.

Per quanto riguarda gli investimenti totali, dei 10 miliardi di euro, 9 miliardi di euro sono destinati all’infrastruttura del gas. In particolare 6,3 miliardi di euro sul trasporto (rispetto a 5,4 miliardi del precedente piano), compresi gli investimenti relativi al potenziamento della Linea Adriatica e l’applicazione della nuova metodologia per la valutazione dello stato di salute degli asset per le sostituzioni di rete; 1,3 miliardi di euro per l’ampliamento e il rinnovo dei siti di stoccaggio (rispetto a 1,2 miliardi del precedente piano); 1,4 miliardi di euro destinati al Gnl, con un significativo aumento riconducibile all’acquisto dei due rigassificatori galleggianti e ai relativi investimenti infrastrutturali. Gli investimenti nei business della transizione energetica ammontano a 1 miliardo di euro. Tra i gas verdi, il biometano è quello allo stadio di sviluppo più avanzato e disponibile in tempi brevi. Gli investimenti in biometano nel piano 2022-2026 ammontano a circa 550 milioni di euro e prevedono oltre 100 MW di impianti in esercizio entro il 2026 (con una produzione attesa pari a circa 200 milioni di metri cubi).

Nell’arco di piano Snam, a fronte di un indebitamento atteso salire a circa 18 miliardi di euro nel 2026, prevede di mantenere un ratio di credito, sia di flusso (FFO/Net Debt) sia di stock (Net Debt/Fixed Asset incluse le consociate), coerenti con il merito di credito attuale; un mix tra debito fisso e variabile di circa 2/3.

Cresce il peso della finanza sostenibile che si prevede passare a circa l’80% al 2026 rispetto a circa il 70% raggiunto a fine 2022, a fronte dell’obiettivo di strutturare le emissioni future di Snam in formato ESG (Sustainability-Linked-Bond oppure Use of Proceeds). Con riferimento alla strategia di allocazione del capitale, resta prioritaria l’attuazione del piano di investimenti insieme alla massimizzazione del valore degli asset (delle consociate). Snam potrebbe valutare una strategia di rotazione del capitale per gli asset considerati “non strategici” da utilizzare per possibili opportunità di crescita non organica.-

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