Francesca Amadori licenziata, Ad Berti: "Ha smesso di lavorare". Lei: "Gravi diffamazioni"

Economia

Al Corriere della Sera parla il dirigente per spiegare i motivi per cui la nipote del fondatore della celebre azienda di Cesena, nota per i suoi polli, è stata licenziata. E lei si prepara a fare causa per un provvedimento che giudica ingiusto

La notizia resa nota ai primi di gennaio ha già fatto scalpore nel mondo dell’imprenditoria e continua tuttora a fare scalpore. Sì perché è davvero molto strano essere licenziati nell’azienda di famiglia, soprattutto da tuo padre. E invece così è stato per Francesca Amadori nipote del fondatore Francesco e figlia di Flavio, presidente dell'omonimo gruppo agroalimentare di cui era responsabile della comunicazione. A  spiegare i motivi del suo licenziamento al Corriere della Sera è ora Francesco Berti, dal 2019 amministratore delegato (e dal 2018 direttore generale) del gruppo di Cesena noto per i suoi polli  e per la celebre frase del fondatore: "Parola di Francesco Amadori". 

I motivi del licenziamento

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“Sappiamo benissimo che il licenziamento è una cosa seria- spiega Berti -. Tanto che dal 2018 ad oggi, questo è solo il terzo caso sugli oltre 600 dipendenti della società in cui era impiegata Francesca. Ma l’azienda ha provato in ogni modo a evitare la soluzione estrema. Da inizio dicembre Francesca Amadori, che era una impiegata e non una dirigente, ha smesso di lavorare. Senza dare spiegazioni, senza documentare le motivazioni delle sue assenze al lavoro. Quando non si rispetta il contratto nazionale di lavoro si agisce di conseguenza”.

Gli screzi di famiglia

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Nulla dunque a che fare con screzi familiari che in passato non sono mancati sia tra i fondatori Francesco e il fratello Arnaldo, deceduto nel 2017, sia nella stessa famiglia di Francesca, con la madre Maurizia Boschetti che ha lasciato l’azienda dopo la separazione dal marito.
E sulla vicenda di Francesca non è intervenuto neanche il nonno, il fondatore Francesco che ha da poco compiuto 90 anni e che a Francesca è affettivamente molto legato. “Non avrebbe potuto fare nulla alla stregua del padre, anche perchè da quando ha lasciato la guida dell’azienda, nel 2014, ne è sempre rimasto fuori - continua Berti - Al contrario di quel che si possa pensare, Amadori non è più un’impresa familiare. E questo per espressa volontà della famiglia”. 

La replica di Francesca Amadori

E intanto la famiglia si prepara ad affrontare una battaglia legale perchè tramite i suoi legali Francesca Amadori ha replicato alle parole dell'Ad Berti sottolineando: "Su di me è in atto una grave campagna diffamatoria. Ciò che ha riferito l’amministratore delegato Francesco Berti non è assolutamente vero ed è di natura lesiva" mentre i suoi avvocati fanno sapere che "la donna aveva più volte sollecitato diverse questioni in azienda. Questioni che Berti evidentemente ignora". E non è un caso, dunque, che Francesca Amadori conferma di volere “fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune”.  In tutto questo c'è lo stupore dei dipendenti che commentano: "Certo che è strano essere buttati fuori così dall’azienda di famiglia dall’oggi al domani.L’abbiamo saputo dai giornali e siamo cascati dal pero. O è una grossa ingiustizia o l’ha fatta grossa ma lei è una persona squisita".

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