Rincari bollette, Cingolani: mitighiamo i danni

Economia

Simone Spina

Per raffreddare la nuova ondata di aumenti di luce e gas prevista da gennaio il governo pensa di stanziare nuovi fondi. Per il ministro della Transizione Ecologica misure più durature per cambiare il calcolo delle fatture energetiche arriveranno se i prezzi del gas rimarranno alti a lungo

A meno di un mese dal possibile arrivo di una nuova stangata in bolletta il governo è a caccia di soldi per alleggerire il conto di luce e gas a milioni di famiglie e imprese. Da gennaio tutto fa prevedere che ci sarà un rincaro a doppia cifra: un balzo del 50 per cento per il gas e uno compreso fra il 17 e il 25 per cento per l’elettricità.

Tutto questo si tradurrebbe in un esborso aggiuntivo di centinaia di euro per ogni famiglia, con un conto che potrebbe lievitare fino a 1200 euro all’anno. Quattrini che si aggiungono a quanto già paga il signor Rossi: in media duemila euro in dodici mesi.

Le tariffe, complice la forte domanda di energia dovuta alla ripresa economica, alle tensioni internazionali sulle forniture di metano (soprattutto dalla Russia) e a un po’ di speculazione, corrono già da tempo: da giugno 2021 il gas è cresciuto del 42,6 per cento e la luce del 31,9 per cento. Tanto che il governo vuole ritoccare all’insù la dote contenuta nella manovra per il 2022: da due a tre miliardi.

“Per adesso andiamo sulla contingenza, mitighiamo il danno”, ha spiegato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. “Non si può mitigare ogni trimestre per due-tre anni. Se dovesse uscire fuori che il gas è strutturalmente più costoso, allora credo che dovremo lavorare su altri concetti, andando a vedere il calcolo della bolletta”.

Da qualche mese si parla di cambiare faccia alla fattura energetica, tagliando le voci non legate direttamente ai consumi: oltre alle tasse, la gestione del contatore, gli incentivi per le rinnovabili e le spese per lo smantellamento delle centrali nucleari.

Dalla scorsa estate però si va avanti con misure tampone. E si sono già spesi più di quattro miliardi. Un conto salatissimo per le casse pubbliche che, comunque, non ha evitato robusti rincari, aggravando i bilanci di famiglie e aziende, alle prese con un incremento generale dei prezzi, dovuto proprio all'aumento dell'energia, che ha portato l'inflazione a livelli che non si vedevano da oltre dieci anni in Italia e in tutt'Europa

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