Tim, Ad Gubitosi: Kkr? Pronto a passo indietro per agevolare operazione

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L'Ad dell’azienda di telefonica, con una lettera al Cda, si dice pronto a mettere a disposizione le sue deleghe con l'obiettivo di accelerare la valutazione della non binding offer di Kkr arrivata alla fine della scorsa settimana. E sulle accuse nei suoi confronti di interesse nella trattativa spiega: "Sono false e fuori luogo"

Luigi Gubitosi è pronto al passo indietro in vista della trattativa Tim-Kkr. L'Ad dell’azienda di telefonica, con una lettera al Cda, si dice pronto a mettere a disposizione le sue deleghe con l'obiettivo di accelerare la valutazione della non binding offer di Kkr arrivata alla fine della scorsa settimana. 

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Gubitosi parla delle accuse nei suoi confronti di un interesse diretto nell’offerta di Kkr: "Le non troppo velate accuse che mi sono state rivolte in relazione alla mia presunta vicinanza a Kkr, oltre ad essere totalmente fuori luogo e false come ho ripetutamente fatto presente, non devono essere utilizzate strumentalmente per rallentare il processo di esame della indicazione di interesse, tentativo dal quale mi dissocio in modo netto", scrive Gubitosi. E sui consiglieri indipendenti di Tim spiega: "Hanno un ruolo fondamentale in quanto il Consiglio, a tempo debito, dovrà sulla base del lavoro degli amministratori indipendenti, emettere un comunicato che conterrà una valutazione degli effetti che l'eventuale successo dell'Offerta potrà avere sugli interessi della società, sull'occupazione e sulla localizzazione dei siti produttivi", sottolinea Gubitosi.

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"Al fine di favorire il processo decisionale da parte del Consiglio, metto a disposizione del Cda le deleghe che mi avete conferito, per vostra opportuna valutazione. Se questo passaggio consentirà una più serena e rapida valutazione della non binding offer di Kkr, sarò contento che sia avvenuto". Poi, sulla non binding offer di Kkr, conclude: “È urgente nominare i consulenti finanziari e approvare l'immediata concessione di un periodo di tempo ragionevole per effettuare una limitata due diligence su documenti ed informazioni accettabili per il Consiglio. Tecnicamente potremmo essere pronti a una data room in 48/72 ore".

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Gubitosi ricorda ciò che è avvenuto nel Consiglio di Tim lo scorso 21 novembre: "L'idea, ventilata da alcuni consiglieri di non inserire il prezzo nel comunicato stampa o di non precisare le condizioni poste da KKR, o addirittura l'interrogativo sull'opportunità di emettere un comunicato, dimostrano la totale mancanza di rispetto verso il mercato che non può appartenere alla cultura di Tim. La stessa trattazione tra gli ultimi punti dell'ordine del giorno del Cda di domani può dare un senso di scarsa priorità”, spiega l’Ad dell’azienda. Poi continua: “L'indicazione di interesse inviata venerdì 19 novembre da Kkr riguarda il lancio di una Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria verso sia le azioni ordinarie sia le azioni di risparmio. È ovvio, quindi, che i soggetti che potrebbero esserne interessati sono tutti gli azionisti della nostra società. Il destinatario di una eventuale offerta, quindi, non è la società ma i soci che decideranno nella loro autonomia come comportarsi. In questo caso, il Cda deve rigorosamente attenersi alle regole, atteso che non ha un ruolo attivo ma deve assicurare la trasparenza e corretta informazione al mercato. In particolare, ai sensi della normativa vigente, qualora l'Offerta venisse formalizzata, il Cda dovrà con totale trasparenza consentire agli azionisti di valutare la convenienza dell'Offerta e la congruità del prezzo offerto. Per questa ragione – sottolinea Gubitosi - atteggiamenti dilatori da parte del Consiglio, che possono essere interpretati come volti a difesa degli interessi di taluni azionisti, sono da evitare e sarebbero tali da ingenerare significative responsabilità sugli organi della Società”.

Colao: Le vicende di mercato le lasciamo al mercato

Sul tema, nel punto stampa da Bruxelles, si è espresso anche il ministro per l'Innovazione tecnologica e transizione digitale Vittorio Colao: "Le vicende di mercato le lasciamo al mercato, ovviamente osserviamo la situazione, perché abbiamo a cuore la sicurezza delle reti e dei dati italiani e per quanto mi riguarda i piani di sviluppo di banda larga e 5G previsti nel Recovery Plan", ha concluso.

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