Recovery Fund, slittano le riforme su concorrenza e fisco

Economia

Simone Spina

Erano previste entro luglio. Tempi lunghi anche per la revisione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Percorso a stacoli per la giustizia, mentre viaggia più spedito lo snellimento della burocrazia

I primi bandi per avviare le opere finanziate col Recovery Fund potrebbero arrivare nel giro di un mese, quando ancora mancheranno alcune delle riforme promesse all’Europa con il Piano Nazionale di Ripresa. Parliamo di quelle della concorrenza e del fisco, da presentare, secondo il calendario inviato a Bruxelles, entro luglio e che dovrebbero contribuire a spingere la crescita economica.

Il paradosso, per cui sembrerebbe più facile partire coi lavori che cambiare le leggi, appare concreto visto che il ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha detto che “entro agosto” saranno pubblicate alcune gare finanziate con gli aiuti comunitari anti-crisi.

La prospettiva è che le due riforme approdino con uno schema definitivo solo a settembre. Non si tratta di materia facile da maneggiare, anche perché c’è da fare i conti con un’estesa maggioranza parlamentare. Il governo ha viaggiato rapidamente sulle Semplificazioni, per velocizzare gli appalti, e sullo snellimento della burocrazia (anche se mancano molti regolamenti per attuare le nuove misure) e a complicare le cose c’è l’aumento dei contagi e i provvedimenti per contenerli che impegnano Palazzo Chigi.

Sulla concorrenza, che dovrebbe rendere meno ingessato una serie di settori (dai farmaci all’energia, passando dalle concessioni autostradali), e dare un contributo di mezzo punto all’aumento del Pil nel lungo periodo, il confronto è ancora aperto.

Più lontana appare la riforma fiscale: bisogna conciliare la volontà di ridurre le tasse a chi ha redditi medio-bassi,  e alle imprese, senza compromettere le casse pubbliche, e a questo si aggiunge la monumentale missione per rivedere bonus e agevolazioni.

C’è, infine, anche il lavoro, che comprende una nuova era per gli ammortizzatori sociali (si parla di estensione della cassa integrazione alle piccole aziende) e le pensioni, con una soluzione da trovare per la fine di Quota 100 a dicembre. I cantieri, in questi casi, sono aperti ma non si sa quando sarà posata l'ultima pietra.

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