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Green Deal, dal 2035 stop alle auto a benzina e diesel

Economia

Simone Spina

La proposta della Commissione Europea: fra 14 anni solo veicoli a impatto zero sull’ambiente. Investimenti per le vetture ecologiche. Critici i costruttori. In Italia circolano solo 48mila auto elettriche

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Fra quattordici anni comprare un’auto nuova a benzina o diesel potrebbe essere solo un ricordo, a meno che qualcuno non inventi un motore che bruci petrolio senza inquinare. Un’ipotesi assai improbabile. E visto che l’Europa vuole che dal 2035 le macchine abbiano impatto zero sull’ambiente, le alternative al momento sembrano essere poche: escluse anche le ibride, rimarrebbero solo le elettriche e quelle a idrogeno.


Quest’ultima tecnologia è lontana dai pensieri di quasi tutti i costruttori, che da tempo investono sulle auto a batteria ma che ritengono un errore i tempi dettati da Bruxelles. 

C’è da dire che per ora si tratta di una proposta e per tradurla in legge il percorso potrebbe essere lungo. La Commissione però ne è convinta perché sostiene che i veleni dei tubi di scappamento rappresentano il 20 per cento dei gas serra nel Continente.


Se non si cambiassero gli obiettivi, stima Bruxelles, nel 2030 la quota di auto a emissioni zero arriverà soltanto all’11 per cento, e ancora più bassa (7%) sarebbe quella di furgoni e camion. Si tratterebbe di un miglioramento rispetto a come stanno ora le cose, viste le percentuali risicate di quattroruote elettriche in circolazione.

Nel 2020, anno nero per il settore, le vendite di vetture elettriche sono aumentate: il 10,5 per cento delle nuove immatricolazioni in tutta l’Unione Europea, contro il 3 per cento del 2019. Ma rispetto a tutte le macchine circolanti, le quote sono bassissime. In Italia, per esempio, di veicoli di questo tipo - non ibridi ma solo elettrici - ce ne sono appena 48mila su oltre 38 milioni circolanti.

Per incentivare l’auto ecologica l'Ue pensa di utilizzare una parte del Fondo, stimato in 70 miliardi in sette anni, alimentato dall’aumento delle tasse minime sui carburanti (da 0,359 euro a 0,385 per la benzina; da 0,35 a 0,419 per il diesel) e da quelle sull’utilizzo di anidride carbonica.

L’Unione punta anche ad altri finanziamenti per il comparto Auto (che vale il 7 per cento del Pil comunitario e dà lavoro a 14,6 milioni di persone) e raccomanda ai vari Stati di rendere capillare la rete di colonnine di ricarica: ogni 60 chilometri in autostrada (ogni 150 chilometri per l’idrogeno).

Tutto questo per abbattere alcuni degli ostacoli al successo dell’elettrico, che – comunque – difficilmente uscirà dalla nicchia fino a quando i prezzi rimarranno proibitivi per molte famiglie.