Ita decolla, il 15 ottobre primo volo dell’erede di Alitalia

Economia

Simone Spina

L’ex compagnia di bandiera non sarà più operativa in autunno, al suo posto Ita, società aerea pubblica. Il nuovo vettore sarà molto snello, sia per numero di aerei, sia per il personale. Critici i sindacati.

Italia Trasporto Aereo, in una sigla: Ita, cioè la compagnia che nasce dalle ceneri di Alitalia, prenderà il volo il 15 ottobre. Questa la data del decollo dopo l’accordo fra il governo, unico azionista della società, e l’Europa, dalla quale si attendeva il via libera.

Si partirà con una flotta di 52 aerei, che raggiungeranno 45 destinazioni, e meno di 3mila dipendenti, a cui sarà fatto firmare un nuovo contratto presumibilmente meno ricco.

In pratica, rimarrà meno di un quarto degli attuali impiegati del vettore tricolore, per un’aviolinea che rimarrà molto più snella rispetto al passato anche quando – come auspicato - nel 2025 il numero di aerei e del personale potrebbe raddoppiare.

Critici i sindacati anche perché il futuro ampliamento dipende da molte variabili, tra le quali la possibile riacquisizione delle attività, come quella dei servizi a terra, almeno per il momento non mantenute.

L’Esecutivo assicura che i lavoratori che non rientreranno in Ita saranno tutelati, così come chi ha in mano un biglietto della vecchia Alitalia, il cui marchio vestirà gli aerei della nuova società solo se si vincerà un’apposita gara pubblica.

La nuova compagnia avrà una dote iniziale di 700 milioni (per arrivare a 1,35 miliardi nel 2023) e il compito di reggersi economicamente da sola, in un mercato, quello aereo, molto competitivo e affossato dal Covid.

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