Rialzo dei tassi delle banche centrali, Bruni (Bocconi): in arrivo possibili "disastri"

Economia

L'aumento dell'inflazione potrebbe portare le banche centrali a rialzare i tassi di interesse. Una prospettiva che i mercati finanziari temono. Guarda il video

L'inflazione Usa ad aprile è stata del +4,2 per cento rispetto a un anno prima, sopra le stime e ai livelli più alti negli ultimi dieci anni. In Italia invece Istat ha confermato il dato dell'1,1 per cento.

 

Nessuno sa se l'aumento dei prezzi sarà solo temporaneo, spinto dalla ripartenza dei consumi e dai prezzi delle materie prime, oppure se è un fenomeno destinato a durare. Ma tra gli economisti c'è chi è molto preoccupato su come le banche centrali tenteranno di ridurre gli aiuti economici e rialzare i tassi di interesse, quando le economie si riprenderanno dalla crisi. Tra questi c'è anche Franco Bruni, professore emerito di economia all'Università Bocconi, che ospite a Sky TG24 Business ha affermato che «è importante pensare a come riasciugare l'enorme liquidità fornita dalle banche centrali» con la pandemia, perché se i segnali dei prezzi sono ancora ambigui «l'inflazione può aumentare anche solo a partire dalle aspettative. E se accelerasse al punto da preoccupare sul serio le autorità monetarie sarà molto difficile ridurre gli aiuti senza provocare disastri». Perché, questo il ragionamento dell'economista, quando aumenteranno i tassi di interesse i mercati si attenderanno nuovi incrementi successivi, e si spaventeranno. I prezzi dei titoli potrebbero così scendere, e intaccare i bilanci delle banche soprattutto in Europa «mettendo a rischio anche la stabilità finanziaria del sistema».

 

Gli interventi monetari degli ultimi anni da parte delle banche centrali sono infatti straordinari. La Bce, solo con il programma di aiuti per la pandemia (Pepp) ha acquistato più di 1.000 miliardi di euro di titoli, soldi finiti nell'economia.

 

Grafico

Secondo Bruni i banchieri centrali - Draghi incluso - hanno fatto bene a ridurre i tassi e rafforzare la moneta, dall'inizio della pandemia e anche prima. «Il problema è che li hanno mantenuti bassi troppo a lungo, e sono finiti nella trappola della liquidità alla rovescia» ha affermato, «i tassi sono talmente bassi che non appena verranno alzati si diffonderà la paura di ulteriori aumenti, e questo farà crollare il valore dei tantissimi titoli, anche pubblici, che nel frattempo sono stati emessi».

 

Clicca qui se vuoi rivedere la puntata integrale di Sky TG24 Business, in cui sono stati ospiti anche Giovanni Brambilla (AD e direttore investimenti Acomea Sgr) e Federico Garcea (Fondatore e CEO di Treeedom).

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