Recovery Plan Italia, 31,5 miliardi per le Infrastrutture

Economia

Simone Spina

La maggior parte di questi fondi europei e nazionali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza serviranno per ammodernare le ferrovie del nostro Paese. Tra alta velocità e collegamenti regionali, vediamo di quali progetti si tratta

Un’ora e mezza in meno per andare da Napoli a Bari in treno. E’ questa una delle promesse della terza missione del Recovery Plan italiano, quella dedicata alle infrastrutture. Un capitolo che, tra fondi europei e nazionali, vale 31,46 miliardi, circa il 12 per cento del totale delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Questi denari saranno spesi in larga parte per ammodernare e potenziare la rete ferroviaria del nostro paese che, tra progetti nuovi e da completare, avrà a disposizione 28,3 miliardi. La parte restante è destinata a Intermodalità e logistica integrata (3,16 miliardi), cioè interventi per migliorare (anche in chiave digitale) porti e traffico aereo.

I binari, quindi, hanno la parte del leone, sia per gli investimenti nell’Alta Velocità (oltre 15 miliardi), sia per le tratte regionali, ma anche per stazioni, nodi ferroviari e per collegare meglio le città al resto della rete.

Tempi dimezzati tra Genova e Milano, nuova linea Roma-Pescara, raddoppio della Palermo-Catania, sono alcuni esempi che il premier Mario Draghi ha citato in Parlamento, sottolineando come più della metà dei soldi destinati alle infrastrutture andrà al Sud.   

Ci saranno anche più treni per passeggeri e merci, con tecnologie meno inquinanti, e un maggior rispetto per l’ambiente è previsto anche per le navi: traghetti verdi per lo Stretto di Messina, per esempio, visto che il progetto del Ponte non c’è nel Recovery Plan.

Per i ponti e viadotti esistenti, e in genere per la sicurezza delle strade, viene invece stanziato un miliardo a carico del fondo nazionale.  

Come per le altre missioni del Piano, anche per quella delle infrastrutture, coi suoi cantieri e ruspe da avviare, resta il dubbio che tutto quello messo nero su bianco si possa davvero realizzare nei tempi indicati. Il mantra del governo è semplificare e per questo Draghi ha garantito procedure snelle per gli appalti pubblici e le concessioni.

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