Spread in aumento ma Draghi non c'entra: colpa dei tassi in crescita in tutto il mondo

Economia

Lorenzo Borga

Cosa muove all'insù il differenziale Italia-Germania, tornato stabilmente sopra i 100 punti? È già finito l'effetto Draghi o c'è dell'altro? Leggi l'analisi.

A un mese di distanza dall’incarico di formare il governo, possiamo giudicare l’effetto-Draghi sul grado di fiducia finanziaria nei confronti del nostro paese. Non appena il nome dell'ex banchiere centrale era stato comunicato dal Quirinale, lo spread Btp-Bund, che indica quanto sia più rischioso prestare i soldi all’Italia rispetto alla Germania, aveva iniziato a ridursi. Il differenziale, già in forte calo da mesi grazie allo scudo della Bce, era calato di quasi 25 punti in dieci giorni per poi stabilizzarsi attorno a quota 90. Gli analisti avevano interpretato il calo come una rinvigorita fiducia nei confronti dell’Italia e della sostenibilità del suo enorme debito pubblico. La speranza era che il calo potesse continuare per poter raggiungere i livelli della Spagna, che ha un alto debito ma paga interessi stabilmente più bassi di quelli italiani, risparmiando miliardi di euro.

Perché lo spread sale

Così non è stato: da metà febbraio lo spread Italia-Germania è ricominciato a salire, fino a tornare sopra i 100 punti. L’ultimo dato è di venerdì sera: 106.

Spread Btp-Bund

Tanto che qualcuno ha sentenziato la precoce fine dell’effetto-Draghi. In realtà, restando nel campo delle ipotesi, la causa dell’aumento dello spread va probabilmente cercata altrove, in particolare oltreoceano. Da mesi i titoli di stato americani stanno vedendo i propri tassi di interesse salire, perché il mercato finanziario ha paura di un aumento dei prezzi dovuto alla ripartenza dell’economia. Sembra controintuitivo, ma la ragione è presto spiegata. Se riparte l’economia grazie ai vaccini – Biden ha promesso di vaccinare tutti entro maggio – i prezzi risalgono, e perciò anche i tassi di interesse sui titoli di stato devono aumentare per stare al passo. Se non lo facessero infatti sarebbero meno appetibili, in quanto parte del rendimento verrebbe eroso dall’inflazione crescente. La marea globale crescente dei tassi partita dagli Usa è arrivata anche in Europa, e sarebbe dunque per questo che i rendimenti, soprattutto dei paesi più indebitati come l’Italia, salgono.

Rendimenti di Italia, Spagna e Germania

E il Mes?

Tuttavia, nonostante la risalita dei tassi, in Italia non si è riaccesa la polemica sul prestito sanitario del Mes. Dopo l’iniziale calo dello spread il tema sembrava ormai tolto dal tavolo del governo, perché più si abbassano i tassi, più si assottigliano i risparmi sugli interessi dei 36 miliardi del Mes. Ora che i tassi sono tornati quasi ai livelli pre-Draghi ancora tutto tace, e nessuno più nella maggioranza pare ne voglia sentire parlare.

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