Chi riceve l'alert di Immuni ha diritto alla malattia, ma non vale per tutti

Economia

Lorenzo Borga

Chi riceve la notifica di Immuni sullo smartphone ha diritto al trattamento di malattia dell'Inps per tutta la quarantena. Ma non tutti: gli autonomi sono infatti esclusi.

Dopo aver ricevuto la notifica di contatto a rischio di Immuni bisogna rimanere in casa fino al 14esimo giorno da quando si è passati vicini a un positivo. Un periodo che potrebbe essere ridotto a 10 giorni. Ma chi paga lo stipendio durante la quarantena? Abbiamo girato questa domanda all’Inps e a un esperto, Pasquale Staropoli, responsabile della Scuola di alta formazione della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Ecco cosa ci hanno risposto.

Si ha diritto alla malattia?

Secondo il decreto “Cura Italia” di marzo, il trattamento di malattia si applica ai lavoratori in quarantena (quindi anche per chi ha ricevuto la notifica di Immuni) solo per i dipendenti. Per questi sarà l’Inps a pagare lo stipendio durante il periodo in cui sono costretti a casa in isolamento, non il datore di lavoro. Non è quindi necessario utilizzare le ferie.

E per chi non è dipendente?

Sono invece esclusi dal trattamento di malattia i lavoratori autonomi, quindi imprenditori, commercianti, artigiani, mentre per i liberi professionisti potrebbero esistere tutele previste dagli ordini professionali. Per le partite iva è possibile ricevere un aiuto economico solo nel caso di “malattia conclamata” (chi riceve una notifica di Immuni è invece un contatto stretto di un positivo e non è considerato un malato). Mentre per i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co) è possibile usufruire della malattia dell’Inps in caso di notifica– ci spiega Staropoli – purché non superi i venti giorni in un anno e che si sia pagato almeno un mese di contributi.

Si può lavorare durante la quarantena?

Non appena si chiama il proprio medico di base dopo aver ricevuto la notifica di Immuni, il dottore propone di firmare un certificato di malattia fino alla fine della quarantena. «Sta quindi al dipendente decidere se accettarlo o meno: se lo farà non potrà lavorare in smart working, mentre – se asintomatico – nel caso preferisse non usufruirne potrà mettersi a disposizione del datore di lavoro per lavorare a distanza» spiega Pasquale Staropoli. Quella di mettersi a disposizione per lavorare o ricevere l’indennità di malattia è dunque una scelta che spetta solo al dipendente.

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