Borse, crollo a Wall Street e in Europa. Si teme una seconda ondata del virus

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Il Dow Jones chiude in calo del 6,90%, il Nasdaq crolla del 5,27%, lo S&P 500 cede il 5,90%. Male anche Piazza Affari, che chiude in calo del 4,81%. Europa in profondo rosso: Parigi cede il 4,71%, Francoforte il 4,46%. Oltre ai timori per il coronavirus, pesa il quadro difficile dipinto dalla Fed per l'economia americana

Un giovedì nero per le borse di tutto il mondo. Crollo a Wall Street, con il Dow Jones che chiude in calo del 6,9% perdendo oltre 1.800 punti. Pessimi risultati anche per il Nasdaq, che cede il 5,27%, e per lo S&P 500, giù del 5,9%. Si tratta della peggior seduta per la borsa americana dallo scorso 16 marzo. Male anche l’Europa, in fumo 328 miliardi. Piazza Affari cede il 4,81%, con perdite per 21,6 miliardi. In rosso anche Parigi, -4,71%, e Francoforte, -4,46%.

Si teme una seconda ondata di coronavirus

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A spingere verso il basso gli indici finanziari sono diversi fattori. Tra questi il timore di una seconda ondata di coronavirus, in particolare negli Stati Uniti, dove la soglia dei 2 milioni di casi è già stata superata e dove si contano oltre 111.000 morti. La paura è che la fine del lockdown, insieme alle numerose manifestazioni di protesta per la morte di George Floyd, possano portare ad un aumento dei casi, come in parte sta già avvenendo in 21 stati americani. Uno scenario su cui si è espresso anche il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, che senza mezzi termini ha precisato: "Non possiamo chiudere un'altra volta l'economia americana" (LA SITUAZIONE IN ITALIA - GRAFICHE - MAPPE). A preoccupare è anche il Brasile, che ha superato gli 802mila casi di coronavirus, facendo registrare altri 1.239 morti in 24 ore.

Pesa l'allarme della Fed sull'economia americana

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Ad incidere sui risultati delle borse mondiali, e su quella americana in particolare, ci sono anche le stime caute della Fed sulla crescita e sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Le previsioni della banca centrale americana sono supportate dal nuovo aumento delle richieste dei sussidi di disoccupazione, oltre un milione e mezzo in più secondo le ultime rilevazioni. Secondo gli analisti, la Fed teme per il buon esito della ripresa economica, tra rischi per nuovi contagi, elezioni imminenti e tensioni commerciali. Un allarme che si va ad aggiungere a quello dell'Fmi sul rischio di 100 milioni di nuovi poveri e alle recenti stime dell'Ocse, di certo poco positive.

Trump attacca la Fed: sbaglia spesso

Le previsioni della Federal Reserve non sono piaciute al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in un post su Twitter si è detto sicuro che la ripresa economica sarà veloce non appena sarà disponibile un vaccino: "La Fed sbaglia così spesso - ha attaccato il capo della Casa Bianca - vedo anche io i numeri e lo faccio meglio di loro. Avremo un terzo trimestre molto buono e un grande quarto trimestre, oltre che uno dei migliori anni di sempre nel 2021. Presto avremo anche un vaccino e una cura terapeutica - ha concluso Trump - questa è la mia opinione. Vedrete".

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