Prestito garantito dallo Stato a Fca, Gualtieri: “Abbiamo chiesto condizioni stringenti”

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Il ministro dell’Economia sulla polemica legata al finanziamento con garanzia della Sace richiesto dal gruppo automobilistico: “Quei soldi servano per confermare e rafforzare gli investimenti in Italia”. Imposte anche condizioni su occupazione e no alla delocalizzazione

Condizioni “aggiuntive e stringenti” su investimenti, occupazione e mantenimento della produzione in Italia. Sono state queste le richieste del governo a Fca secondo quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ai microfoni di Quarta repubblica è intervenuto sulla polemica sul prestito garantito dallo Stato chiesto dal gruppo automobilistico che ha sede legale nei Paesi Bassi e sede fiscale nel Regno Unito. “La garanzia dello Stato - ha aggiunto Gualtieri - è legata a queste condizioni”.

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Prima di concedere la garanzia, che sarà data dalla Sace, società di Cassa Depositi e Prestiti, l’esecutivo ha “interloquito” con Fca Italy e “abbiamo detto con chiarezza che occorrevano impegni aggiuntivi a quelli già piuttosto stringenti del decreto che prevedono il ‘no’ alla distribuzione di dividendi, l’utilizzo dei soldi in Italia e la gestione dell’occupazione con accordi sindacali”, ha spiegato Gualtieri. “Abbiamo detto a Fiat che con il prestito non ci devono pagare solo la filiera fornitori ma anche investimenti in Italia”, che la società deve “rafforzare e confermare” tutti gli investimenti esistenti nel nostro Paese e infine “abbiamo detto ‘no’ a delocalizzazioni”. Per quanto riguarda la fusione di Fca con la francese Psa il governo, ha concluso il ministro dell’Economia, ha “il dovere di tenere Fca ancorata in Italia”.

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