Coronavirus Italia, Colao: “Apertura a ondate per testare il sistema”

Economia

Il capo della task force di esperti per la fase 2 in un’intervista al Corriere: “L’app servirà se arriva entro maggio e se la scarica la maggior parte degli italiani”. Sì a gestione differenziata degli eventuali nuovi focolai: “Approccio dovrà essere microgeografico”

Una “apertura a ondate”, progressiva, per "verificare la robustezza del sistema”. Definisce così la “fase 2” dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - GRAFICHE) Vittorio Colao, a capo della task force di 17 esperti che sta lavorando con il governo per definire le strategie di ripartenza dell’Italia. “Dal 4 maggio - spiega l'ex ad di Vodafone in un'intervista al Corriere della Sera - rimettiamo al lavoro 4,5 milioni di italiani nel rispetto dei protocolli, e molti sono già partiti lunedì 27 aprile. È una base per poter fare una riapertura progressiva e completa. Sarà un test importante”. Le tre “precondizioni” per la riapertura, ha aggiunto, restano “il controllo giornaliero dell’andamento dell’epidemia, la tenuta del sistema ospedaliero, e la disponibilità di mascherine, gel e altri materiali di protezione” (LE TAPPE DELL'EPIDEMIA - LE FOTO SIMBOLO - LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO).

“Se i contagi risalgono serve approccio microgeografico”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto di inaugurare la “fase 2” con misure uguali per tutto il territorio nazionale. Ma a lungo termine, spiega Colao, ci dovrà essere una differenziazione, soprattutto se si svilupperanno nuovi focolai. Se l’epidemia riparte “l’approccio non dovrà essere nazionale e neppure regionale, ma microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile. Abbiamo indicato al governo un processo - prosegue il dirigente d’azienda -. Dovremo rispondere diversamente, per non penalizzare le zone che hanno meno casi”. L’importante, prosegue, “è che l’Italia si doti di un sistema per condividere le informazioni” in modo che la risposta sia “tempestiva”.

“App servirà se sarà pronta entro maggio”

Nell’intervista al Corriere Colao parla anche dell’app di tracciamento dei contatti che dovrebbe servire a tenere sotto controllo i contagi nella fase di ripartenza (COS'È - L'IMPRESA CHE L'HA CREATA). “L’app potrà servire se arriva in fretta, e se la scarica la grande maggioranza degli italiani - spiega -. È importante lanciarla entro la fine di maggio: se quest’estate l’avremo tutti o quasi, bene. Altrimenti servirà a poco”. Sulla privacy nessun timore: “Non è stato scelto il sistema centralizzato, che manteneva l’identità di tutti i contatti. È stata scelta l’altra soluzione, quella Apple-Google. I contatti stanno solo sui telefonini delle persone. Quando scopro di essere contagiato, sono io che metto dentro un codice, che rilascia una serie di codici alle persone con cui sono entrato in contatto. Tutto avviene in modo anonimo”.

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