Coronavirus, i benzinai: "Nessuno sciopero: lottiamo per tenere aperto, non per chiudere"

Economia

La precisazione delle associazioni di categoria dopo l'annuncio di uno stop progressivo: "I gestori vogliono garantire il servizio, ma sono allo stremo e temono di non poter continuare per mancanza di liquidità". Call tra i sindacati e i ministri Patuanelli e De Micheli

"Nessuno sciopero è stato proclamato. I gestori vogliono garantire il servizio, ma sono allo stremo e temono di non poter continuare nella loro attività per mancanza di liquidità. Per questo temono di essere costretti a chiudere per causa di forza maggiore". Le associazioni di categoria dei benzinai Faib, Fegica e Fegisc/Anisa intervengono per precisare i contorni della protesta annunciata ieri, in cui minacciavano la chiusura progressiva degli impianti per le difficoltà legate all’emergenza coronavirus (AGGIORNAMENTI - SPECIALE). "Stiamo lottando per tenere aperto, non per chiudere", spiega Alessandro Zavalloni, segretario generale di Fegica (Cisl). Sulla questione, intanto, oggi i sindacati sono in contatto con i ministri delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, attraverso una call.

I sindacati: “Gestori non sono più a lungo nelle condizioni di sopportare l’onere”

Nella nota, in risposta alla sollecitazione giunta dalla Commissione di Garanzia sullo sciopero nei pubblici servizi essenziali, le sigle sindacali spiegano: "Ciò non toglie che le nostre Federazioni hanno ragione di ritenere che i Gestori, da soli, in assenza di interventi immediati di sostegno, non sono più a lungo nelle condizioni di sopportare, sia sotto il profilo sanitario che sul piano economico, tutto l'onere necessario, nella presente drammatica congiuntura, ad assicurare la continuità e la regolarità del servizio essenziale”.

La protesta

Nella giornata di ieri, 24 marzo, i sindacati di categoria avevano proclamato a partire da oggi la chiusura progressiva dei distributori in tutto il Paese perché "da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio". A stretto giro era arrivato il no del Garante sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che invitava a revocare subito l'astensione”. La protesta proclamata da Faib, Fegica e Figisc/Anisa prevede la chiusura degli impianti di rifornimento da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria.

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