La BCE delude le attese, mercati Ue crollano: Milano chiude a -16%, giù anche Wall Street

Economia

Vittorio Eboli

Giovedì nerissimo sui mercati finanziari: crollo degli indici azionari europei, con Milano chiude con uno dei risultati peggiori di sempre. Malissimo anche Wall street. La corsa ai beni più sicuri, come i bund tedeschi, fa risalire lo spread sopra 250 punti

"Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce" ha tuonato la presidente della banca centrale europea Christine Lagarde, come a dire che le tempeste dei mercati in burrasca non sono al primo punto dell’agenda della neo-governatrice. Frase infelice, almeno a giudicare dalla reazione sui mercati finanziari al pacchetto di misure varato da Francoforte: vendite a valanga sui listini azionari, corsa ai “porti sicuri” come i titoli di stato tedeschi, con l’effetto di allargare in modo violento il differenziale di rendimento coi Btp italiani. In poche ore, dai 200 punti scarsi della chiusura di mercoledì 11, lo spread è schizzato a oltre 250 punti base. Livelli che non si vedevano da agosto 2019, durante la crisi di Governo a Roma dopo lo strappo di Salvini con Di Maio e Conte.

Milano precipita: -16%

Sui listini azionari, è stato un giovedì nerissimo, in linea con le ultime due settimane dove, tranne qualche sporadico, fisiologico ‘rimbalzo’, gli indici sono andati giù in picchiata, di pari passo con le prospettive di peggioramento dell’economia globale a seguito del contagio da Coronavirus. Piazza Affari ha chiuso con uno dei risultati peggiori della sua storia, arrivando a segnare -16,6%, il maggiore ribasso in un sola seduta dal 1998. E facendo peggio di Madrid (-14,6%), Francoforte e Parigi (-12,2%), Londra (-10,9%). In poche giornate il Ftse Mib ha perso quasi un terzo del proprio valore, mentre a metà febbraio viaggiava sui massimi dalla crisi finanziaria del 2008/09.

Walls street sprofonda, la FED è già alle spalle

Anche Wall street segna il passo, con Il Dow Jones che affonda, vivendo la sua giornata peggiore dal famigerato "lunedì nero" dell'ottobre del 1987. E anche in questo caso va ricordato che venivamo da mesi di continui record storici, aggiornati con cadenza quasi quotidiana. Quindi - dicono gli esperti - una "correzione" era comunque nell'aria. La decisione del presidente Trump di sospendere i voli provenienti dall’Europa per frenare l’infezione da Sars-CoV-2 ha fatto temere che un contagio massiccio sia alle porte anche degli USA, Paese finora non colpito duramente dal virus. E la decisione d’urgenza della FED di tagliare di 0,5% il costo del denaro per sostenere l’economia, presa solo settimana scorsa, sembra già dimenticata.

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