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Manovra, plastic tax dimezzata e dietrofront sulle auto aziendali

2' di lettura

Dietrofront del Governo sulle auto aziendali, non sarà triplicata l'imposta. E sulla plastic tax si lavora a un dimezzamento del gettito. In tal caso, in manovra da trovare almeno 800 milioni di coperture

Due dei provvedimenti più discussi contenuti nella bozza della manovra, Plastic tax e tasse su auto aziendali, cambiano quasi totalmente pelle nel breve tragitto tra Palazzo Chigi e Montecitorio. Se non è un dietrofront, poco ci manca, ma il premier Conte annuncia un chiaro cambiamento del testo del Governo che andrà al varo del Parlamento

Auto aziendali, gettito zero

“Sulle auto aziendali — ha affermato all’Aci il premier Giuseppe Conte — dobbiamo fare ammenda: ci siamo messi al lavoro per rimodulare la misura fino a svuotarne l’effetto negativo che potrebbe avere sul sistema produttivo”. Detto, fatto. La prima stesura della norma va in soffitta (leggi qui tutti i dettagli) colpiva quasi indiscriminatamente tutte le auto aziendali concesse per uso promiscuo ("fringe benefit"), tranne quelli degli agenti di commercio, triplicando di fatto l’aliquota e alzando il prelievo fiscale (per un’auto media) da 600 a quasi 2mila euro. La norma sarà rimodulata: meno tasse per le auto più green (quelle con emissioni sotto i 60 g/km), ritocco verso l’alto per quelle più grandi e inquinanti. “Una misura a gettito quasi zero – spiega il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – che determinerà un giusto incentivo verso veicoli meno inquinanti”. Lo Stato perderebbe dunque quasi tutto il gettito previsto, 300 milioni l’anno.

Plastic tax dimezzata

Non azzerato del tutto, ma comunque dimezzato, è il gettito inizialmente stimato per la tassa sulla plastica: come di fatto anticipato a Sky TG24 dal ministro dell'Ambiente Costa, passa da 1 euro a 50 centesimi al chilo. Con più esenzioni (leggi la lista dei prodotto in dettaglio): totale per la plastica compostabile (come già previsto nella prima stesura), ora anche per quella riciclata, oltre a tutti i dispositivi sanitari. In sostanza, metà dei soldi incassati dallo Stato: da quasi un miliardo a circa 500 milioni.

Le stime sul gettito in meno

Tra le due disposizioni, insomma, mancherebbero all’appello un bel po' di soldi. Quanto? Secondo le prime stime, circa 800 milioni. Ma c'è che parla di un miliardo, come riporta tra gli altri Il Sole 24 ore. Da reperire come? Più strade percorribili, una limando il piano di incentivi ai pagamenti elettronici (ma Conte frena), o aumentando i tagli ai ministeri, che per ora valgono circa 3 miliardi di euro.

 

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