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Il numero uno di Fs assicura: "Alitalia non metterà a rischio i nostri investimenti"

2' di lettura

Gianfranco Battisti, ad di Fs, in un'intervista a Repubblica: "Tra pochi giorni sceglieremo il partner tra Delta e Lufthansa". E aggiunge: "Il piano di sviluppo che porterà il collegamento ferroviario, in alcuni casi con il Frecciarossa, in 10 aeroporti italiani"

"L'ingresso in Alitalia non metterà a rischio gli investimenti di Fs nei treni pendolari". A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è Gianfranco Battisti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, che sta mettendo a punto in queste ore la cordata per rilevare l'ex compagnia di bandiera .

“Nei prossimi giorni le offerte finali”

“Tra pochi giorni - spiega Battisti - sceglieremo il partner tra Delta e Lufthansa", "puntiamo a chiudere nel marzo 2020", aggiunge, per far partire un piano di sviluppo che porterà il collegamento ferroviario, in alcuni casi con il Frecciarossa, in 10 aeroporti italiani. Alla domanda su a che punto è la partita con Alitalia, risponde: "Ci siamo impegnati in modo responsabile con Atlantia per un progetto di rilancio. Abbiamo dedicato risorse umane ed economiche per lavorare ad un piano serio e credibile. Nei prossimi giorni riceveremo le offerte finali da parte dei potenziali partner aeronautici".

L’obiettivo? Chiudere a marzo 2020

Sulle preferenze tra Lufthansa e Delta, spiega: "Valuteremo i piani. Quelli di Delta li conosciamo, ci lavoriamo da un anno. Vedremo l'offerta Lufthansa e sceglieremo la soluzione migliore in maniera laica". Alla domanda se sarà pronta l'offerta finale per il 21 novembre quando scadono i termini per la vendita o si andrà all'ottavo rinvio, risponde: "Stiamo lavorando per quell'obiettivo e per avere per tale data chiarezza su chi sarà il socio industriale. I tempi non dipendono solo da noi, sappiamo che non possiamo permetterci ritardi. L'obiettivo è chiudere a marzo 2020 con l'ok di sindacati e antitrust".

“I nostri conti vanno bene”

Battisti allontana anche l'ipotesi che Alitalia, perdendo 900mila euro al giorno, diventi una sorta di Ilva 2 (i numeri della crisi): "Stiamo facendo il possibile per arrivare a un risultato positivo in tempi stretti. La partita non è facile ma il consorzio a cui stiamo lavorando avrà la massima solidità industriale e finanziaria". "I nostri conti vanno molto bene - fa anche sapere-, chiuderemo il 2019 con 600 milioni di utili, in crescita dell'8 per cento".

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