Primo semestre record sui mercati, Wall Street ai massimi storici

Economia

Vittorio Eboli

Il bilancio del periodo 1 gennaio - 30 giugno è da incorniciare, sugli indici azionari: merito di un mix di fattori, dalle politiche accomodanti delle banche centrali alla speranza per la fine della "guerra dei dazi" tra USA e Cina

Il miglior semestre sui mercati degli ultimi 20 anni. Bisogna tornare a fine anni’90, alla bolla delle “dot com”, per ritrovare performance così positive sui mercati azionari globali nel periodo 1 gennaio – 30 giugno. E con aspettative ancora molto solide per la seconda metà dell’anno, dicono gli esperti: tant’è che nella seduta di lunedì primo luglio, che apre il secondo semestre 2019, l’indice S&P 500 a Wall Street ha aggiornato i suoi massimi di sempre.

Pochi numeri per rendere l’idea

La borsa americana, complice il buono stato di salute dell’economia USA (con un tasso di disoccupazione ai minimi storici e stabilmente sotto il 4%) e le prospettive di una politica monetaria accomodante da parte della FED (la banca centrale di Washington), ha fatto da traino agli indizi azionari occidentali. L’S&P e il Dow Jones, i due panieri principali, sono saliti di oltre il 15%, ancora meglio ha fatto il Nasdaq, l’indice dei titoli dell’hi-tech, con un guadagno di 20 punti percentuali: vuol dire un quinto del valore in più rispetto a inizio anno. Anche a oriente i guadagni sono molto consistenti: la borsa di Shanghai (seconda in Asia, per capitalizzazione, solo a Tokyo) fa segnare un aumento del 19,5%. E anche noi non abbiamo di che lamentarci: l’indice pan-europeo Eurostoxx 50 (che racchiude le 50 società più significative nei diversi settori industriali) è salito del 14,5%. Milano ha fatto anche un po’ meglio (+ 15,8%) superata, tra le piazze principali, solo da Parigi (+17,2% per l’indice francese).

Motivi e prospettive del "rally" 

Queste le performance di un semestre da incorniciare, sui mercati azionari, e che ha avuto un promettente seguito con la seduta del primo luglio: la tregua nella “guerra dei dazi” tra Stati Uniti e Cina ha innescato un rally (come si dice in gergo), ossia una corsa agli acquisti, e quindi al rialzo dei prezzi, anche per l’inizio della prima settimana di luglio. Ma, al di là delle notizie contingenti, quasi sono i fattori di medio-lungo periodo che hanno determinato questo ottimismo?

“Sono principalmente due” ci spiega Vincenzo Longo, Market strategist di IG. “Da un lato, il recupero dei primi tre mesi del 2019 è per lo più un ‘rimbalzo’ (un recupero dopo un forte calo, ndr) seguito al crollo del mercato azionario dell’ultima parte del 2018. Da marzo in poi, invece, a dettare il rally sui mercati è stata principalmente l’apertura verso un atteggiamento accomodante da parte delle principali Banche centrali: Bce in Europa e Federal Reserve in USA sono preoccupate dal crescente protezionismo americano e dal rallentamento globale”, conclude Longo.

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