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Juncker avverte l'Italia: "Date risposte o rischiate una procedura che durerà anni"

4' di lettura

Il presidente della Commissione Ue ha parlato dei possibili provvedimenti in tema economico nei confronti del nostro Paese: "La direzione è quella sbagliata". Linea dura appoggiata anche dal Comitato economico e finanziario. Conte: "Noi sbagliamo? Lui sbagliò su Grecia"

L'iter della procedura contro l'Italia per il suo debito eccessivo va avanti. Il Comitato economico e finanziario, cioè gli sherpa dell'Eurogruppo ed Ecofin, ha approvato le conclusioni a cui era giunta la Commissione Ue la settimana scorsa: l'Italia ha violato le regole del Patto di stabilità per il 2018 e il 2019. Così facendo,  ha compiuto una nuova tappa del percorso che potrebbe portare - a breve - all'apertura formale della procedura sanzionatoria. Intanto, arriva anche l'avvertimento di Jean-Claude Juncker, intervistato da Politico.eu: "Pensiamo che l'Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l'Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi". Non si fa attendere la replica italiana, con il premier Giuseppe Conte che, dopo il Cdm di oggi, ricorda: Juncker "ha sbagliato direzione sulla Grecia. Lo dico con la massima cordialità: prima di attribuirci un torto mi lasci dialogare e aggiornarlo sui conti".

Juncker: "Non voglio umiliare l'Italia, ma il problema è serio"

Nella sua intervista, il presidente della Commissione Europea ha aggiunto che "l'Italia è l'Italia e ha i problemi dell'Italia, diversi dai problemi degli altri Paesi, ma simili sotto certi aspetti".  Poi ha sottolineato: "Questo problema dell'Italia è un problema serio. Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata". Infine ha precisato: "Il governo italiano dà l'impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato". Mentre alla domanda se il comportamento dell'Italia possa essere una minaccia per la stabilità finanziaria dell'Europa, ha risposto: "Non ancora". (L'INTERVISTA DI DOMBROVSKIS A SKY)

Tecnici Ue sulla procedura contro l’Italia: "È giustificata"

Contestualmente alle parole di Juncker, il Comitato economico e finanziario (Efc) ribadisce che la procedura nei confronti dell'Italia, per il debito eccessivo, è "giustificata", così come aveva già scritto nell'opinione di dicembre scorso. L'opinione dell'Efc è quindi la seconda tappa dell'iter, e ripassa la palla alla Commissione. I commissari dovranno preparare la raccomandazione vera e propria, con tanto di calendario di rientro dalla deviazione. E dovranno approvarla durante una delle riunioni settimanali della Commissione (il mercoledì) prima degli ultimi Eurogruppo ed Ecofin dell'estate, cioè 8 e 9 luglio, che dovranno approvarla, dando il via ufficiale alla procedura sanzionatoria. Questo sempre che non si avvii una trattativa tra Roma e Bruxelles che disinneschi il rischio. 

I possibili scenari per una trattativa

Ma la trattativa formalmente ancora non parte e la Commissione è preoccupata dai segnali contrastanti che arrivano dall'Italia. Per questo l'opinione dell'Efc non fa nessun riferimento a negoziati, ma lascia aperta la porta a nuovi elementi che potrebbero arrivare da Roma, come i nuovi dati sulle entrate che aveva annunciato Palazzo Chigi la scorsa settimana. Un ruolo chiave, in questa fase, è rivestito dal ministro Giovanni Tria che giovedì incontrerà i suoi omologhi e i commissari Ue nell'Eurogruppo a Lussemburgo.

Conte: "Convinti della nostra linea, non è recessiva"

Intanto, il premier Conte ha fatto sapere che ora occorre "ragionare sui dati, i numeri. Domattina ci sarà una riunione economica cui parteciperanno su mia richiesta Salvini e Di Maio". E, a chi gli ha chiesto se ieri sera abbia ricevuto una delega a trattare con l'Ue sulla manovra, ha risposto: ”Io sono il presidente del Consiglio dei ministri, che delega dovrei avere?". Mentre in risposta a Juncker incalza: "Siamo ben convinti della nostra filosofia e politica economica. Certe ricette hanno dimostrato nel tempo di far crescere il rapporto tra deficit o debito e Pil. Con massima ragionevolezza e senso di responsabilità siamo qui per far crescere il Paese, non per avviarlo su una china recessiva". Per il premier resta comunque fondamentale "impostare sin da subito la manovra economica, per chiarezza nostra e nei confronti del Paese".

Data ultima modifica 11 giugno 2019 ore 20:40

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