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Ctrip scommette sui turisti cinesi in Italia

4' di lettura

Finanza & Dintorni

In questa intervista esclusiva concessa a SkyTg24 ho chiesto alla numero 1 del colosso del turismo online cinese Ctrip molte cose: dalle prospettive riguardanti il turismo cinese in Italia alle recenti polemiche relative alla visita di Xi Jinping. 

Jane Jie Sun è un'imprenditrice sveglia, innamorata di Roma. Prima di conoscerla ero incuriosita da questa intervista dato che non mi trovo di fronte a una qualunque - nonostante i suoi modi affabili. Guida il gigante Ctrip.com ed è una delle donne più influenti in Cina. Vi dò qualche numero per farvi capire: 88 miliardi di dollari, 300 (ripeto, 300) milioni di utenti registrati. Il gruppo è quotato al Nasdaq dal 2003 e capitalizza (ovvero vale in Borsa) 18 miliardi di dollari. Sun ha appena firmato con Enit, il nostro ente nazionale di promozione del turismo, un accordo strategico e lo stesso ha fatto con alcuni rappresentanti dell'industria italiana del turismo e dei viaggi come, ad esempio, Aeroporti di Roma, Ferrovie dello Stato e Ferrari Museum. La nostra intervista si è svolta nel corso di un evento dedicato alle smart cities, organizzato da China Eu e Link Campus University e fortemente voluto dai rispettivi presidenti, Luigi Gambardella e Vincenzo Scotti. "L'anno scorso abbiamo portato i nostri figli nel vostro paese. Mio marito ha spiegato loro la storia dell'Impero Romano a Roma, la riforma religiosa nelle città medioevali, il Rinascimento a Firenze. Io resto continta che solo viaggiando si apprenda la storia", dice.

Quel viaggio in Italia è stato importante anche per il suo business?. "Sì perché l'Italia sarà un paese sempre più importante in cui studiare. Per questo abbiamo dato il via ad un progetto per cui ogni volta che bambini e ragazzi cinesi andranno in Italia con il nostro gruppo verranno 'iniziati' da un professore, storico dell'Italia, che racconterà loro cosa stanno per vedere di modo non siano spaesati quando vedono le vostre città per la prima volta".  

Chi meglio di lei può dirci quanti sono i cinesi che visitano l'Italia da turisti tramite Ctrip?. "In totale i viaggiatori cinesi nel 2018 sono pari a 150 milioni. In Italia nello specifico, il secondo paese visitato in Europa, 200.000 turisti cinesi". 

200.000 turisti cinesi ogni anno in Italia, caspita. Numero che secondo lei può crescere fino a?. "Dipende dalla facilità nell'ottenere i visti turistici. Il secondo punto sono i voli diretti, più presenti in altri paesi europei che pur sono meno visitati". 

Concordo con lei sugli aeroporti, sui visti so che l'ambasciata ha fatto grandi passi avanti.  "Sugli aeroporti, se ci fossero più voli diretti verso Roma, Firenze, Napoli questo aumenterebbe le presenze perché più voli significherebbe anche calo dei prezzi. Anche app in cinese fatte dagli hotel, aeroporti, musei italiani aiuterebbero. Le guide per esempio in cinese nei Musei Vaticani o agli Uffizi dato che pochissimi cinesi parlano l'inglese. Anche gli aspetti relativi alla sicurezza in un paese sono importanti". 

I turisti cinesi non si sentono sicuri nelle nostre città?. "Non dico questo ma vogliono essere certi nessuno rubi il loro portafoglio, per esempio. Il Giappone stando alle nostre statistiche è il paese percepito più sicuro. L'Italia però posso dirle che in assoluto e in potenza è tra i paesi favoriti, se non il preferito, dei nostri clienti". 

La visita di Xi Jinping ha destato tante polemiche: il timore è che i cinesi ci vogliano conquistare, vogliano diventare i padroni a casa nostra. E' la prima volta che mi capita di parlare con una persona che sia a capo di un gigante in Cina, quindi le chiedo: è così? Ci volete conquistare?. "Guardi io sono una imprenditrice che viaggia, le assicuro che sono normale e tratto con rispetto gli altri. La visita del presidente Xi è un'opportunità per entrambi. La Cina è nuova a cose come l'aprirsi al mondo. Nella nostra cultura ci insegnano ad essere umili e a lavorare molto. Qui diamo il meglio. Sulla comunicazione abbiamo ancora da lavorare e invece per altri paesi è l'esatto contrario. Comunicano meglio di noi". 

I cinesi devono comunicare meglio? E' questo che mi sta dicendo?. "Dico che negli ultimi 40 anni la nostra economia è cresciuta a dismisura. Sul fronte dello scambio internazionale stiamo ancora imparando". 

Interessante questa sua lettura. Immagino lei pensi i viaggi possano aiutare. "Viaggiare è fondamentale, veicola il messaggio che stare insieme, lo scambio delle culture, capirsi meglio è un passo importante affinché la Cina raggiunga il resto del mondo. Entrambi dovremmo cercare di avere più apertura mentale. Se ci si capisce meglio, e io mi impegnerò per questo, diminuiscono le incomprensioni". 

 

 

 

 

 

 

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