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Salario minimo, la stima dell’Istat: mille euro annui in più per 2,9 milioni di lavoratori

3' di lettura

Istituto di statistica e Inps, auditi in Commissione Lavoro al Senato, hanno presentato i loro dati calcolati in base alla soglia di 9 euro lordi all’ora stabilita da uno dei ddl all’esame di Palazzo Madama: "Tra il 20 e il 22% dei dipendenti è sotto questo limite"

Con 9 euro lordi all’ora, ossia la soglia stabilita in uno dei ddl sul salario minimo in discussione al Senato, ci sarebbero 2,9 milioni di lavoratori che avrebbero un incremento medio annuo di retribuzione di 1.073 euro e si verificherebbe un aumento stimato del monte salari complessivo di 3,2 miliardi. E' la stima dell'Istat audito oggi in Commissione Lavoro a Palazzo Madama, insieme all'Inps. Sono tra il 20% e il 22% i lavoratori dipendenti di aziende private (esclusi gli operai agricoli e i domestici) che attualmente guadagnano sotto i 9 euro l'ora, a detta dei due istituti.

L’Istat: "Ecco chi guadagna meno di 9 euro"

Secondo i dati in possesso dell'Istat, i rapporti di lavoro con retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi l’ora si concentrano tra gli apprendisti (59,5%) e gli operai (26,2%), nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (27,1%), del noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (34,3%) e nelle altre attività di servizi (61,6%), tra le donne (23,1%) e tra i giovani sotto i 29 anni (32,6%). Sempre l’Istat ha calcolato gli effetti sulle imprese con dipendenti (circa 1,5 milioni) della soglia di salario minimo lordo a 9 euro. Ci sarebbe ”un aggravio di costo che se non trasferito sui prezzi porterebbe a una compressione di circa l'1,2% del margine operativo lordo”.

Inps: “Quasi tutti i domestici hanno meno di 9 euro”

L’Inps, invece, soffermandosi sui domestici rileva che quasi tutti i livelli di inquadramento di questo settore hanno un salario orario inferiore a 9 euro. L’istituto di previdenza sociale suggerisce però di valutare "le oggettive caratteristiche del settore anche allo scopo di evitare il rischio di pericolose involuzioni che possono portare all'espansione del lavoro irregolare". Tra il 2012 e il 2017, rileva infatti l’Inps, il numero dei lavoratori regolari nel settore è diminuito del 15% passando da 1,01 milioni a 864.526 unità. L’istituto inoltre, pur tenendo conto dell’esigenza dell’introduzione del salario minimo, sottolinea la necessità di "efficaci forme di controllo del rispetto dei parametri di legge" e di "misure sanzionatorie nei confronti dei trasgressori”.

Ocse: “A 9 euro salario minimo tra i più alti”

In Commissione Lavoro al Senato anche l’Ocse, che attraverso l’economista Andrea Garnero fa notare che se si introducesse un salario minimo orario a 9 euro lordi sarebbe "tra i più elevati dell'area Ocse” e "sarebbe vicino a quello tedesco" ma l'economia italiana "è bene lontana da quella della Germania". Garnero ha aggiunto che un salario orario medio di 9 euro sarebbe il più elevato tra i paesi Ocse per potere d'acquisto, a livello del Lussemburgo.

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