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Ocse: “Italia in recessione nel 2019, Pil a -0,2%”

2' di lettura

L’organizzazione rivede al ribasso le sue stime per l’anno in corso, calando dal +0,9% al -0,2%. Per il 2020 l'Ocse parla di una crescita dello 0,5%, anch’essa in ribasso. Brutte notizie anche per l’area euro: previsto un rallentamento generale

L’Italia entra in uno scenario di recessione nel 2019. È quanto emerge dall'Interim Economic Outlook dell'Ocse, il quale ha rivisto nettamente al ribasso le sue stime sul Pil italiano per l'anno in corso, portandolo a -0,2% dal +0,9% della previsione del novembre scorso. Per il 2020 l'Ocse prevede una crescita dello 0,5%, anch’essa in ribasso rispetto al +0,9% stimato a novembre. Si tratta di valori molto inferiori rispetto alle previsioni del governo, secondo cui il Pil crescerà dell'1,5% nel 2019 e dell'1,6% nel 2020. L'Ocse rivede al ribasso anche le stime sulla crescita del Pil dell'Italia nel 2018, portandola dall'1% delle previsioni di novembre al +0,8%. Ieri, l’Istat aveva confermato la recessione tecnica italiana, pur rivedendo al rialzo le stime sul Pil relative al quarto trimestre 2018.

Giù le stime anche per l’eurozona

Ma i guai non sono solo per l’Italia. L'Ocse prevede un rallentamento della crescita anche per l'insieme dell'area euro. Secondo il rapporto dell’organizzazione, presentato oggi a Parigi, il Pil nell'area euro sarà dell'1% nel 2019 (-0,8 punti rispetto a quanto previsto nel precedente Economic Outlook) e dell'1,2% nel 2020 (-0,4 punti). Il Pil mondiale dovrebbe invece attestarsi al 3,3% nel 2019 (-0,2 rispetto alle precedenti stime) e del 3,4% nel 2020 (-0,1). Le stime di crescita dell'Ocse sono state tagliate nella grande maggioranza delle economie del G20, in particolar modo, nell'area euro. Tra le cause individuate dall’organizzazione, le “incertezze politiche” nell’aerea e, in particolare, la possibile “uscita disordinata della Gran Bretagna dall'Unione europea”, vale a dire il rischio di un “no deal” con Londra.

Le cause del rallentamento globale

"L'incertezza politica, le tensioni commerciali e un'ulteriore erosione della fiducia dei consumatori" sono quindi tra le cause che contribuiscono al rallentamento della crescita al livello globale. Secondo l'Ocse, tra l'altro, le "restrizioni commerciali introdotte lo scorso anno sono un freno alla crescita, agli investimenti e agli standard di vita, in particolare per le famiglie a basso reddito". L'organismo internazionale lancia un forte appello a "intensificare il dialogo multilaterale al fine di evitare nuove e dannose restrizioni commerciali". Mentre un'ulteriore "liberalizzazione"' potrebbe rappresentare un vantaggio per tutte le economie.

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