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Verso un G3 targato Francia, Germania e Spagna?

1' di lettura

Finanza & Dintorni

Si sta profilando un G3 targato Francia, Germania e Spagna? Sembrerebbe di sì. Dall'allargamento del 2004 alla Brexit e alla nascita di 'sottogruppi'. Qualche riflessione qui. Per tutti.  

In un'Europa in cui il Regno Unito lascia e l'Italia è in collisione con i principali partner si profila un G3, ovvero un'alleanza tra Germania, Francia e Spagna. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Pais, che sottolinea come da una parte Madrid punti a guadagnare influenza nel vecchio continente. Dall'altra, Parigi e Berlino utilizzerebbero Sanchez per sbloccare l'agenda di Bruxelles. 

Il processo verso questa sorta di G3 è già in moto: rappresentanti dei tre paesi si sarebbero incontrati presso l'ambasciata tedesca a Madrid, abbozzando una lista di sei punti, tra i quali immigrazione, bilancio comunitario 2021-2027 (primo bilancio senza il contributo netto del Regno Unito) e il rinnovo di importanti cariche europee, su cui di fatto Bruxelles ad oggi è ferma.

Di certo i rapporti tra Roma e i principali paesi europei, uniti a Brexit, potrebbero ridefinire de facto gli equilibri di potere all'interno della famiglia europea. Una differenza per esempio consiste nel fatto che l'asse Merkel - Macron ora accetterebbe una collaborazione con la Spagna più stretta che in passato, rendendola parte del cosiddetto 'Trattato di Aquisgrana', o patto franco - tedesco, firmato a fine gennaio con lo scopo di dare nuova linfa ad un'alleanza storica. 

E io penso sbagli chi pensa che Francia e Germania siano 'amici'. In politica interessi in comune non fa proprio rima con amicizia. Una volta un giornalista francese mi disse: ricorda sempre che in questa alleanza Berlino rivestirà sempre la parte di albero e Parigi quella dell'edera. Attaccata all'albero, certo, ma pur sempre edera.

Tornando al patto a tre, la domanda sorge spontanea, come diceva Antonio Lubrano: riusciranno, per esempio, a parlare con una voce sola su questioni che li vedono da sempre in conflitto come la migrazione? Quesito non banale dato che è un fronte su cui la Spagna, guardando ai dati 2018, è più esposta di noi: ci sono stati 64.000 arrivi, numero triplicato rispetto all'anno precedente. 

Altrettanto certo è che, con buona pace di chi nell'Europa ha sempre creduto, il grande allargamento europeo del 2004 e, più recentemente Brexit, hanno stimolato l'ascesa di sottogruppi nell'UE. Dal gruppo cosiddetto di Visegrad, che si oppone duramente al concetto di solidarietà verso i migranti alla Nuova Lega Anseatica, che riunisce Olanda, paesi nordici e quelli baltici e punta a concentrarsi sul mercato unico europeo. 

 

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