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Tria sul calo del Pil: "Battuta d’arresto, non è recessione”

4' di lettura

Il ministro dell’Economia in un’informativa urgente alla Camera: “Si tratta di una stima preliminare” e “la flessione cumulata è comunque limitata a 0,36 punti percentuali”. E aggiunge: “Tocca al governo far riprendere la crescita e "non è necessaria manovra correttiva"

I dati dell’Istat sul Pil reale diminuito dello 0,22% nel quarto trimestre 2018, per il ministro dell’Economia Giovanni Tria rappresentano una “battuta d’arresto più che vera recessione”. Tria ha parlato durante un’informativa urgente in Aula alla Camera, interrotta da fischi e da un battibecco tra il responsabile del Tesoro e il deputato Renato Brunetta (Fi). Tria sottolinea che quella dell'Istat è “una stima preliminare” e che “la flessione cumulata è comunque limitata a 0,36 punti percentuali”. L'intervento di Tria a Montecitorio arriva nel giorno in cui anche la Commissione Ue taglia le stime di crescita per l'Italia (+0,2% e non +1,2% come previsto in precedenza). Ma il ministro minimizza: "L'Ue ha solo preso atto del peggioramento di fine 2018".

"Flessione si estende all'anno in corso"

Il risultato degli ultimi mesi del 2018, secondo Tria, "inevitabilmente si estende all'anno in corso, portando in eredità un trascinamento statistico di -0,2%, del quale si dovrà tenere conto al fine dell'aggiornamento delle stime. Tuttavia la flessione in atto potrebbe attenuarsi già nel trimestre in corso che potrebbe "tornare in territorio positivo".

“Tocca al governo far riprendere la crescita”

Rivolgendosi ai deputati, Tria ha aggiunto che ”spetta alla politica economica e all'azione del governo il compito di creare migliori condizioni per evitare contrazioni dell'economia e riprendere il sentiero crescita nei prossimi trimestri. Abbiamo a disposizione diversi strumenti per avviare crescita”. Per Tria "è ora il tempo di agire e fare in modo che non permangano incertezze sul fatto che l'Italia promuove e incoraggia gli investimenti e lo sviluppo delle infrastrutture" ed è "necessario scommettere su una rapida riapertura dei cantieri dando segnale chiaro e concreto".

"Non servirà manovra correttiva"

Tuttavia se ci fosse un rallentamento dell'economia, per il ministro "non si manifesterebbe la necessità di una manovra" correttiva perché "un eventuale sforamento se dovuto a un peggioramento del ciclo" causa "un allargamento dell'output gap e non impatta sul saldo strutturale" parametro per valutare il rispetto delle regole Ue. Secondo Tria "è necessario dare fiducia e sicurezza senza quale non ci sono manovre bilancio che reggano. Fiducia ai cittadini e agli imprenditori e investitori per dirgli che che i patti verranno rispettati e le norme non saranno cambiate retroattivamente".

Crollo del Pil anche in Olanda e Germania

Cifre poco rassicuranti arrivano però anche dalle previsioni economiche d’inverno della Commissione Ue. "Tra i maggiori stati membri, revisioni al ribasso della crescita sono state considerevoli", oltre che per l'Italia, anche per "Germania e Olanda". Il Pil della Germania è stato rivisto all'1,1% dall'1,8%, mentre quello dell'Olanda all'1,7% dal 2,4%, con un taglio per entrambi i Paesi dello 0,7% rispetto alle previsioni d'autunno. Per l'Italia il taglio è ancora maggiore, dell’1%. Numeri che si aggiungono alle parole del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, a Sky tg24: “In Italia l'incertezza sulle politiche economiche ha avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie”.

Tria: "Ue ha solo preso atto del peggioramento"

Tria però non sembra preoccupato: "Il taglio della previsione è spiegato per 0,6 punti dai dati peggiori del previsto per la seconda metà 2018 e per solo 0,4 punti da una valutazione meno ottimistica del profilo trimestrale di crescita nel 2019. La commissione è quindi solo lievemente meno ottimista sulla crescita futura e ha solo preso atto dell'inatteso peggioramento ciclo economico sul finale del 2018". Il ministro è convinto che i "fattori negativi non appaiono destinati a perdurare ed esistono le possibilità per una graduale ripresa della crescita economica nel 2019".

Data ultima modifica 07 febbraio 2019 ore 12:42

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