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Crescita lenta, allarme di Bankitalia: "Rischio recessione tecnica"

3' di lettura

L'istituto avverte: gli indicatori disponibili prevedono un possibile ulteriore rallentamento per l’economia anche nel 4° trimestre. Di Maio: "Stime apocalittiche, e le banche?". Palazzo Chigi: "Con riforme crescita sarà sostenuta"

"In Italia, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono che l'attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto". Questo l’allarme lanciato dal bollettino economico della Banca d'Italia. Un’eventualità che, se verificata, equivarrebbe a una recessione tecnica (LO SPREAD OGGI). Dopo l'avvertimento dell'istituto, il vicepremier del M5s Luigi Di Maio bolla le stime come "apocalittiche", e attacca: si tratta di "quella stessa Bankitalia che ci ha lasciato le banche in queste condizioni perché non ha sorvegliato in questi anni". E nella serata di venerdì interviene anche Palazzo Chigi che in una nota commenta:  "Le ultime stime di Banca d'Italia sull'ultimo trimestre del 2018 e le prime previsioni per il 2019 indicano che l'impostazione di una manovra espansiva, sottolineata dal governo e sostenuta anche nel corso del negoziato con le istituzioni europee, mantiene tutta la sua validita'". 

In calo le stime Pil del 2019 

I dati negativi del quarto trimestre del 2018 accompagnano le proiezioni altrettanto allarmanti per il 2019: la crescita del Pil del nostro Paese sarebbe "pari allo 0,6%, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza". Inoltre, "le proiezioni centrali della crescita nel 2020 e nel 2021 - prosegue il documento - sono dello 0,9 e dell'1%, rispettivamente", ma "i rischi per la crescita sono al ribasso".

Cala lo spread ma resta tensione nei mercati

Tra i dati diffusi nel bollettino economico della Banca d’Italia anche quelli sullo spread (COS'È): "I premi per il rischio sui titoli sovrani sono scesi, per effetto dell'accordo tra il Governo italiano e la Commissione europea sui programmi di bilancio. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e di quelli tedeschi – prosegue Bankitalia - a metà gennaio era di circa 260 punti base, 65 in meno rispetto ai massimi di novembre". Tuttavia, il documento osserva che "le condizioni complessive dei mercati finanziari restano più tese di quelle osservate prima dell'estate". "La riduzione dell'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti è proseguita, raggiungendo il 4,5 per cento nel terzo trimestre al netto delle rettifiche, 1,8 punti in meno rispetto a un anno prima. Anche il flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti resta contenuto (1,7 per cento, nel trimestre, correggendo per fattori stagionali e in ragione d'anno".

L'"irrigidimento delle imprese"

Secondo quanto afferma la Banca d'Italia, inoltre, si registrano "segnali di irrigidimento dalle imprese" sull'offerta di credito. Fino ad ora l'effetto è rallentato dalle "buone condizioni di patrimonializzazione delle banche e l'elevata stabilità delle loro fonti di finanziamento. In prospettiva, però, il persistere dell'elevato livello dei rendimenti sovrani e il costo della raccolta bancaria continuerebbe a spingere al rialzo il costo del credito". "Gli investitori non residenti hanno ridotto le loro consistenze di titoli di debito pubblico e di titoli bancari italiani", spiega ancora Bankitalia, precisando che le consistenze di Btp e titoli bancari in mano agli esteri sono scese "rispettivamente di 35,6 e 18,1 miliardi nei primi undici mesi" e "di 19,4 e 4,9 miliardi tra luglio e novembre".

Di Maio: "Da diversi anni non ci prende"

Dura la reazione di Di Maio sulla questione: "Non è la prima volta che le stime di Bankitalia poi non si rilevano fondate. Sono diversi anni che non ci prende" E ha aggiunto: "Solo è strano. Quando c'erano quelli di prima facevano stime al rialzo, ora al ribasso".

Data ultima modifica 18 gennaio 2019 ore 20:09

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