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Reddito di cittadinanza: ecco le modifiche

1' di lettura

Finanza & Dintorni 

Il reddito di cittadinanza è la misura più attesa di questa manovra e inizia a prendere forma. Vediamo come con tutte le novità. Per tutti. 

Guardando alle bozze che circolano in queste ore, il reddito di cittadinanza prende forma.

Partiamo dalla tempistica.

Si partirebbe da marzo e i beneficiari dovrebbe ricevere l’assegno per 18 mesi. I richiedenti, una volta muniti di identità digitale potranno fare domanda ai centri per l’impiego. Per le verifiche si utilizzerà l’Isee come metro di giudizio, incrociando i dati tra Poste e Inps e coinvolgendo anche la Guardia di Finanza per scoraggiare abusi. Ad aprile verrebbero spedite le carte elettroniche per erogare gli importi. La somma sarebbe accreditata all’inizio del mese. Per il 53% gli assegni finirebbero al Sud e nelle isole, e per il 47% al centro nord.

Ad oggi sul fronte centri per l’impiego tutto è da fare.

Saranno gli impiegati chiamati "navigator", che dovranno gestire 100-150 disoccupati a testa, a dover orientare i cerca lavoro. Per questo ruolo sono previste “migliaia di assunzioni” ma proprio perché si è molto indietro sui tempi, il governo starebbe pensando di coinvolgere in questo processo anche le agenzie di lavoro private. Come dire, se volete, che il candidato si può rivolgere sia alle aziende sia ai centri pubblici accettando l’offerta di chi - per primo - ha pronto un lavoro. Per convincere le imprese a mettere in rete i posti vacanti e ad assumere chi è alla ricerca di un lavoro il governo starebbe pensando ad incentivi. Un esempio: chi dà lavoro a un beneficiario della misura riceve l’importo dell’intero assegno dal neo-assunto per un minimo di 5/6 mesi, così come confermato dal sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon.  Obiettivo quindi è dare il reddito alle imprese sotto forma di incentivo.

Passiamo ora alle simulazioni della misura.

Due le voci: una riguarda l'integrazione al reddito (fino a 500 euro), l’altra il contributo per l’affitto, pari a 280 euro al mese ed erogato solo a chi non ha casa di proprietà. Per fare qualche esempio: un adulto single percepirà un beneficio monetario massimo di 500 euro di integrazione al reddito, due adulti 700 e due adulti con due figli minorenni 900. Tutti e tre percepiranno anche un sostegno per l’affitto/mutuo che porterà il reddito rispettivamente a 780 €, 980 € e 1180 €.

Cambiamenti in vista anche per le offerte di lavoro.

Al terzo rifiuto, recitava la proposta originaria, si perdeva l’assegno. Ma il lavoro proposto doveva avere dei paletti sulle mansioni e sulla  distanza da casa (ricordate? Si ipotizzava un raggio di 50 chilometri). Ma dalla bozza non emergerebbe nulla di tutto ciò. Le mansioni potrebbero non essere in linea con il profilo del beneficiario, che potrebbe inoltre doversi spostare in tutta Italia.

 

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