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Lavoro, le donne guadagneranno come gli uomini tra circa 200 anni

Si tratta dei dati forniti dall'ultimo report del WEF (Getty Images)
3' di lettura

Il gender gap sul lavoro continuerà ad esistere almeno per altri due secoli: lo afferma il report annuale del World Economic Forum 2018

Gli uomini guadagneranno più delle donne ancora per duecentodue anni. Ad affermarlo, i dati del World Economic Forum's Global Gender Gap Report 2018, che mostrano una situazione in leggero miglioramento rispetto al 2017, dove gli anni calcolati per colmare il divario erano 217. Le differenze da colmare non saranno solo nella retribuzione, ma anche nelle opportunità economiche in generale. La disuguaglianza di genere resterà anche in politica, salute e istruzione, ma il tempo d'attesa per colmare queste differenze sarà minore: "solo" un secolo.

Situazione di stallo

Il Global Gender Gap Report 2018 ha preso in considerazione 149 paesi del mondo, analizzando stipendi, mobilità lavorativa, accesso alle cure sanitarie, istruzione e partecipazione alla vita politica. Come riporta The Guardian, Saadia Zahidi, capo della sezione istruzione, gender e lavoro del World Economic Forum parla di "stallo", nonostante il timido miglioramento rispetto al report dello scorso anno: "Il futuro del nostro mercato del lavoro potrebbe non essere uguale alla traiettoria in cui pensavamo di essere". Ci vorranno infatti duecentodue anni per colmare il divario di retribuzione tra i sessi. Secondo il rapporto, "sul posto di lavoro le donne incontrano ancora ostacoli significativi nel conquistare ruoli manageriali o ruoli ufficiali da senior". Solo il 34% dei manager in tutto il mondo è donna.

I dati del report

Secondo il rapporto del Wef al momento le donne in tutto il mondo guadagnano il 63% di ciò che finisce in tasca ad un uomo. A livello globale non c'è nessun paese che abbia raggiunto l'uguaglianza di genere, indipendentemente dal livello di sviluppo, dalla regione o dal tipo di economia. La nazione ad esserci andata più vicina è il Laos, dove le donne hanno raggiunto il 91% del salario maschile. Le peggiori performance sono state registrate in Yemen, Siria e Iraq, che registrano il più alto gender gap nelle retribuzioni: le donne infatti percepiscono solo il 30% di ciò che guadagnano gli uomini.

La situazione italiana

L'Italia ha fatto qualche passo in avanti in tema di pari opportunità, ma resta ancora ultima in classifica tra i Paesi più avanzati. Il miglioramento del gender gap sul lavoro e la maggiore presenza femminile al governo ha permesso all'Italia di piazzarsi settantesima su 149 Paesi del mondo, scalando dodici posizioni rispetto al 2017. L'Italia è precedeuta da Honduras e Montenegro e precede a sua volta Tanzania e Capo Verde. In Europa è quart'ultima: dietro restano solo Grecia, Malta e Cipro.

Le altre differenze di genere

Per quanto riguarda la leadership economica e politica la strada da fare è ancora lunga: il 2018 è stato il primo anno in cui il divario si è allargato dal 2006. Su 149 paesi indagati solo 17 attualmente hanno capi di stato donne. Mediamente sono donne il 18% dei ministri e il 24% dei parlamentari. Dal punto di vista politico il paese che mostra una maggiore attenzione all'uguaglianza in campo politico è l'Islanda, che si attesta al 33% di presenza femminile al potere, ma con un dato in calo rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il divario su accesso alla sanità e all'educazione, ci vorranno circa 108 anni per colmarlo.

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