Pensioni di invalidità: rispetto agli abitanti, al Sud sono quasi il triplo del Nord

I titoli delle 17 di Sky tg24 del 5 dicembre

2' di lettura

I dati sono del Rendiconto sociale 2017 dell'Inps. Il rapporto di tale prestazione con il numero di residenti è per ogni 100 abitanti, del 2,4 al Nord; del 3,2 al Centro e del 6,7 al Sud e Isole

Le pensioni di invalidità al Sud, rispetto al numero di abitanti, sono più del doppio di quelle al Nord. A svelarlo è il Rendiconto sociale dell'Inps. Nel 2017, si legge, le pensioni di invalidità erano 932.289, con un calo del 3,3% rispetto al 2016 (pari a 32.021 unità). Il rapporto di tale prestazione con la popolazione residente è, per ogni 100 abitanti, del 2,4 al Nord; del 3,2 nel Centro; del 6,7 nel Sud e Isole.

Pensioni anticipate donne superano quelle di vecchiaia

Il Rendiconto mostra anche, tra il 2012 e il 2017, una crescita sostenuta per le pensioni di anzianità rispetto a quelle di vecchiaia per le donne. In quel periodo - anche grazie all'aumento rapido dell'età di vecchiaia per le donne (l'ultimo scalino che le ha equiparate agli uomini si è avuto nel 2018) - sono state liquidate 1.076.675 pensioni anticipate (417.314 alle donne e 659.361 agli uomini) con un rapporto donne/uomini passato dallo 0,41 iniziale a 0,57 alla fine del periodo. Nel 2012, in favore delle lavoratrici dipendenti sono state liquidate 2,69 pensioni di vecchiaia per ogni pensione di anzianità/anticipata; nel 2017 le pensioni anticipate hanno superato quelle di vecchiaia e il rapporto è sceso a 0,88. Ancora più rilevante è la variazione per le ex lavoratrici autonome, dove il rapporto è passato da 3,63 del 2012 allo 0,54 del 2017. Per le ex lavoratrici pubbliche il rapporto è passato da 0,62 del 2012 allo 0,14 del 2017. In pratica quasi tutte le donne del pubblico escono grazie alla pensione anticipata. “Dalle tendenze analizzate – si legge nel Rendiconto sociale dell'Inps – emerge una forte riduzione delle pensioni di vecchiaia liquidate in favore delle donne, riconducibile all'innalzamento dell'età pensionabile, alla loro debolezza nel mercato del lavoro, alla gravosità del lavoro di cura: elementi che determinano tutt'ora una condizione di svantaggio della donna nell'ambito lavorativo”.

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